martedì 29 dicembre 2015

'SILVESTER' - The New Year's Eve in Bavaria, where and when Princess Sisi lived.



SILVESTER, ovvero la vigilia di Capodanno, 
nelle più antiche regioni della Germania,




custodisce tutt'ora ataviche tradizioni, veri e propri riti di passaggio verso il nuovo anno che hanno antichissime origini; quest'oggi mi piace passarle in rassegna con voi, perché sono davvero molto curiose ed interessanti, alcune molto lontane dalle nostre proprio perché dettate dalle così diverse radici culturali e linguistiche e risalenti ad epoche precedenti l'avvento del Cristianesimo ...

  



- RAUNÄCHTE 

La prima citazione ufficiale della Raunacht risale al 1725, a Waldkirchen (Baviera orientale).
Secondo le più antiche credenze popolari, cominciava con il 25 dicembre il periodo mistico delle Raunächte, le notti dell'incenso (Räuchern) che perdurava fino al 6 di gennaio. Il termine "Raunächte" ("Rau" o "Rauch" significa "fumo") ricorda che un tempo si pensava di fermare l'azione malvagia degli spiriti maligni che potevano agire durante la notte riempiendo la casa e la stalla di fumo d'incenso ( da sempre, inoltre, queste notti sono considerate anche importanti notti oracolari in cui si predice il clima dei dodici mesi successivi ): per tenerli sotto controllo si usava far bruciare dell'incenso la notte della Vigilia, a Capodanno e il giorno dell'Epifania. L’assenza di un membro della famiglia durante la celebrazione di questo rito era un segno funesto che faceva presagire sfortuna o disgrazia. In una grande padella piena di brace ardente venivano gettate erbe e resine che producevano incenso con cui la famiglia contadina "purifica" tutti i locali recitando preghiere.


L'usanza delle Raunächte è tipica soprattutto della Baviera e dell'Austria, mentre il rito di incensare le stalle è una tradizione ancora più diffusa: anche in Svizzera, in Boemia e in Alto Adige (Tirolo) si ritrovano tutt'oggi elementi di questo antico uso.
L'incenso era, ed è tutt'ora generato, in quelle regioni che ne serbano il rito, facendo ardere in mezzo ai tizzoni angelica, semi di frassino, resina di pino, fiori di sambuco, lavanda, imperatoria, vischio, salvia e barba di bosco.
Queste piante o resine venivano utilizzate singolarmente o insieme a seconda del gusto; l'incenso, così prodotto, veniva condotto e sparso per tre volte in senso antiorario all'interno dell'abitazione e della stalla.
Altre piante adatte per produrre il "Rauch" sono: radice di mandragola, artemisia, giusquiamo, alloro, ed achillea.




- PERCHTEN & HOLZMANDL

Soprattutto nell'Alta, nella Bassa Baviera ed in Austria fino alla festa dell'Epifania (6 gennaio) è possibile imbattersi specialmente nelle aree alpine poco frequentate in mostruose figure che indossano bizzarre maschere fatte con radici: i Perchten.


La leggenda vuole che queste figure appartengano alla Signora Percht (che significa "la luminosa") la quale simboleggia il sole, che a partire dal solstizio d'inverno ricomincia a crescere in forza e altezza. Secondo l'etimologia del suo nome, questa figura dovrebbe portare gioia, ma nei racconti più antichi è predominante un significato negativo e malvagio. Dell'usanza dei Perchten fanno parte anche gli Holzmandl, piccole creature simili ad elfi, facili da riconoscere in quanto rivestiti di pigne, corteccia, licheni, muschi che ricoprono in inverno gli alberi e null'altro che non sia materiale proveniente dalla foresta, capaci di assumere fattezze umane: se però un essere umano li incontra, si trasformano all'istante in radici !




- BLEIGIEßEN

Silvester era anche il momento propizio per predire il futuro e a questo serviva il Bleigießen: in un cucchiaino si faceva fondere un pochino di piombo e poi lo si versava in acqua fredda e, a seconda della forma che esso assumeva, la persona o i suoi amici potevano predire cosa avrebbe riservato oro l'anno venturo: se il piombo assumeva la forma di un cuore o di anello il significato era palese, matrimonio in arrivo, se assomigliava ad una barca si trattava di un viaggio, ad un maiale o ad un grasso animale prosperità, se ad una balena allora sarebbero stati necessari espedienti per dimagrire; l’unica forma non auspicabile era una perfetta sfera che significava che la fortuna sarebbe 'rotolata' via.


Altre tradizioni legate al Capodanno tedesco riguardano i portafortuna che vengono tutt'ora scambiati o regalati la notte di San Silvestro, in genere a forma di cioccolatino, che rappresentano piccoli maiali, sempre simbolo di prosperità, trifogli, ferri di cavallo e spazzacamini, simbolo di pulizia in attesa del nuovo anno ( in Austria è di buon auspicio scambiarsi anche figurine a forma di fungo e quadrifoglio ).




- SILVESTER ABENDESSEN

La tradizione legata alla cena di capodanno più diffusa impone di lasciare un po’ della cena preparata e consumata nelle ore precedenti i festeggiamenti fin dopo la mezzanotte: è un omaggio al nuovo anno in modo che appena arrivato inizi nel segno dell’abbondanza. Il piatto più tradizionale servito nel corso del cenone di Capodanno è da sempre a base di aringa accompagnata con un contorno di verze, carote e patate. Anche condividere forme di formaggio è considerato di buon auspicio, e così, come in molti altri Paesi Europei, mangiare insieme le lenticchie. I piatti sono preparati non solo per gli invitati, ma anche per i vicini, con scambi che servono a cementare la reciproca conoscenza. La cena di Capodanno non è completa senza la Fondue o il Raclette, preparati direttamente a tavola con piastre calde. E poi naturalmente i dolci di mandorle, le Neujahrsbretzeln,


le ciambelle di Capodanno. Dopo la cena, mentre si mangiano noci, nocciole e uvetta, tutti simboli portafortuna, si beve birra o vino e allo scoccare della mezzanotte si brinda bevendo Feuerzangenbowle, la bevanda della fraternità. 





- FEUERZANGENBOWLE

Per la preparazione del Feuerzangenbowle serve un'attrezzatura del tutto simile a quella che serve per preparare la fonduta. La scodella è riempita però con vino rosso speziato con cannella, chiodi di garofano e bucce d'arancia (processo del tutto simile alla preparazione del vin brulé). A questo punto viene posta sulla sommità della scodella una Feuerzange (pinza da fuoco, dalla forma simile a quella di un graticcio), su cui verrà appoggiato il Zuckerhut (blocco di zucchero a forma di cono). Al blocco di zucchero, già impregnato di rum (preferibilmente ad altissima gradazione, almeno 54%), si dà fuoco, in modo tale che lo zucchero - caramellandosi - vada a cadere dentro il vino rosso sottostante che intanto si scalda con il sistema della fonduta. Naturalmente, più rum si andrà a versare sullo zucchero, maggiore gradazione avrà la bevanda finale che andrà bevuta in tazze e gustata ben calda.





Era inoltre frequente, un tempo, imbattersi, di giorno e di notte, in fanciulli che facevano suonare i loro campanacci per le vie dei borghi, quasi a voler scacciare l'anno vecchio, che venivano accolti a fondo valle e fatti entrare nelle abitazioni donando loro dolci, soprattutto i 
Lebkucken, che mai mancavano in casa durante tutto il periodo natalizio (conosciuti anche come Pfefferkuchen, Gewürzkuchen e più anticamente come Honigkuchen sono biscotti speziati originari di Norimberga i cui ingredienti sono frutta secca - nocciole, noci o mandorle - agrumi canditi, uova, miele, farina, zucchero, marzapane e varie spezie come cannella, anice, zenzero, pimento, chiodi di garofano, noce moscata. Spesso i Lebkuchen vengono ricoperti di cioccolata o di glassa) e, sempre nelle regioni alpine, già durante i secoli scorsi, allo scoccare della mezzanotte le campane delle chiesette che costellano le vette suonavano a festa salutando così il nuovo anno, venivano sparati petardi e le famiglie più facoltose brindavano con Champagne ed incendiavano i costosi fuochi artificiali che avevano posto in mezzo ai pascoli innevati.


Ed infine, nei centri cittadini più importanti, nel XIX°secolo era usanza già consolidata quella del Christmarktkindl, il Mercatino di Natale che vanta origini antichissime - contrariamente a quanto oggi siamo portati a pensare - poiché il primo di cui si abbiano notizie certe è quello di Dresda che risale, pensate, al 1400: il primo documento che ci parla di un Mercatino di Natale è infatti datato 1434 e cita uno Striezelmarkt che si tenne a Dresda, il lunedì precedente il Natale e che mutuava il proprio nome dal dolce tipico del luogo, la 'treccia' denominata 'Striezel', appunto; più tardi, la Riforma protestante, volle che il nome fosse mutato in Christkindlmarkt, per opposizione al culto dei Santi. 
Altri antichi mercati natalizi che vantano tradizioni storiche sono quello di Strasburgo, che risale al 1570, e quello di Norimberga che si tenne per la prima volta nel 1628, che già si protraevano fino al giorno dell'Epifania.


E salutiamo quindi quest'anno che sta per lasciarci ...



Come spirito glorificato
L'angelo dell'anno dice addio, depone le vesti, 
Verdi in primavera 
O rilucenti dell'azzurro estivo.

E avendo compiuto la sua missione in terra,
Riempite di biondo grano mille valli,
Frutteti di rosei frutti,
E sparsi i suoi fiori intorno ...

Indugia per un attimo a ponente,
Mentre il sole calante volge al tutto
Un dolce sorriso di saluto
e poi ritorna a Dio.1 





Possa il Nuovo Anno portare a ciascuno di voi, miei carissimi ed affezionati amici e lettori, salute, gioia, prosperità in gran copia !

A presto 












Bibliografia:

Johann Beerens, Von Neujahr bis Silvester: Brauchtum und Tradition im Jahreslauf, Books on Demand, 2011;

Eva Biegert, Das Große Weihnachts-und Silvester-Buch: Brauchtum & Tradition, Weihnachtsgeschichten & Gedichte, Weihnachtslieder, Backrezepte & Festmenüs, Burda Verlag, 2012;

Wikipedia.




Citazioni:

1 - Edith Holden, IL DIARIO DI CAMPAGNA DI UNA SIGNORA INGLESE DEL PRIMO NOVECENTO, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1979, pag. 135.














SILVESTER, or New Year's Eve,
in the oldest regions of Germany,




- picture 1




still keeps ancestral traditions, real rites of passage to the New Year which have far ancient origins; today I like to review them with you because they are very curious and interesting, some very far from ours because dictated by very different cultural and linguistic roots dating back to the times before the advent of Christianity ...






- RAUNÄCHTE

The first official mention of Raunacht dates back to 1725, in Waldkirchen (Eastern Bavaria).
According to the most ancient folk beliefs, it begun with December 25th the mystical period of Raunächte, the nights of the incense (Räuchern) which lasted until January 6th January. The term "Raunächte" ("Rau" or "Rauch" means "smoke") recalls that it was once thought to stop the negative influences of evil spirits that could act at night, filling the house and the stable of incense smoke (since ever, also, these nights are also considered important oracular nights where could be predict the climate of the following twelve months): to control them they used to burn incense on Christmas Eve, on the New Year's Eve and on the day of Epiphany. The absence of a family member during the celebration of this rite was an ominous sign that presaged bad luck or misfortune. In a large skillet full of hot coals were thrown herbs and resins producing incense with which the peasant family "purifiedy" all the rooms saying prayers.




- picture 2




The custom of Raunächte is typical especially in Bavaria and Austria, while the rite of incense the stables is a tradition even more widespread: in Switzerland, in Bohemia and in South Tyrol (Tirol) we may still today find elements of this ancient use.
The incense was generated, and still it is in those regions preserving this ritual, burning, amid the embers, angelica seeds, ash, pine resin, elderflower, lavender, imperious, mistletoe, sage and beard forest.
These plants or resins were used individually or together depending on taste; the incense, thus produced, was conducted and shed for three times counterclockwise inside the home and the stable.
Other plants suitable for producing "Rauch" are: mandrake root, mugwort, henbane, laurel, and yarrow.





- PERCHTEN & HOLZMANDL

Especially in the Upper, Lower Bavaria and Austria until the day of the Epiphany (January 6th) it was quite common to find, especially in Alpine areas unlived-in monstrous figures wearing strange masks made with roots: the Perchten.




- picture 3




Legend has it that these figures belong to Mrs. Percht (which means "light") who symbolizes the sun, that, from the winter solstice, begins to grow in strength and height. According to the etymology of her name, this figure should bring joy, but in the oldest stories it is predominan a negative and evil meaning. The custom of Perchten also includes the Holzmandl, small creatures like elves, easy to recognize as coated with pine cones, bark, lichens, mosses that cover the trees in Winter and nothing else which is not material coming from the forest, capable of assuming human features: but if a human being met them, they immediatly transform themselves into roots !





- BLEIGIEßEN

Silvester was also the most suitable moment in which to predict the future and for this was used the Bleigießen: in a teaspoon it was melt a little of lead and then it was poured into cold water and, depending on the form it took, to the person or his friends, was predicted what would the coming year bring: if the lead took the shape of a heart or of a ring the meaning was clear, wedding coming up, if resembled a boat it meant a trip, if a pig or a fat animal it meant prosperity, if a whale then it would be necessary to do something to loose weight; the only undesirable shape was a perfect sphere which meant that luck would be 'rolled' away.




- picture 4




Other traditions associated with the German New Year concern lucky charms that are still today exchanged or given  as gift during the New Year's Eve, usually in the form of chocolate, representing little pigs, always a symbol of prosperity, clovers, horse shoes and chimney sweeps, symbolizing cleaning in anticipation of the new year (in Austria bodes to exchange also little figures shaped like mushrooms and four-leaf clover).





- SILVESTER ABENDESSEN

The widespread tradition of the New Year's Eve dinner imposes to leave some dinner prepared and eaten in the evening till after midnight as a tribute to the new year just arrived in the early sign of abundance. The most traditional dish served during the New Year's Eve is always based on herring accompanied with a side dish of cabbages, carrots and potatoes. Also to share cheese wheels is considered auspicious, and so, as in many other European countries, eating together lentils. The dishes are prepared not only for the guests, but also for the neighbors, with exchanges useful to cement mutual understanding and benevolence. New Year's dinner is not complete without the Fondue or the Raclette, prepared right at the table with hot plates. And then, of course the cakes made of almonds, the Neujahrsbretzeln,




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a New Year's cake braid-shaped. After dinner, while you eat walnuts, hazelnuts and raisins, all symbols of luck, you drink beer or wine, and at midnight you toast drinking Feuerzangenbowle, the drink of brotherhood.





- FEUERZANGENBOWLE

For the preparation of the Feuerzangenbowle it's necessary a piece of equipment similar to that which is used to prepare the fondue, but the bowl is filled with red wine spiced with cinnamon, cloves and orange peel (process very similar to the preparation of mulled wine). At this point it is placed on the top of the bowl a Feuerzange (caliper for the fire, with a shape similar to a trellis-work), on which will be laying the Zuckerhut (a block of sugar cone-shaped). The block of sugar, already impregnated with rum (preferably with a very high alcohol content, at least 54%), is set on fire, so that the sugar, candying, goes to fall into the red wine below that in the meanwhile is heated with the system of the fondue. Of course, more rum you will pour on the sugar, more alcohol will have the final beverage that will be drunk in cups very hot.




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It was also frequently once, day and night, to run into children who were playing their cowbells in the streets of the smallest villages, as if to chase away the old year, which were welcomed in the valley and ushered in the homes by donating their desserts, especially the Lebkucken, who never lacked at home during the Christmas period (also known as Pfefferkuchen, Gewürzkuchen and more anciently as Honigkuchen, these are spiced cookies originating in Nuremberg whose ingredients are nuts, hazelnuts, walnuts or almonds, candied citrus fruits, eggs, honey, flour, sugar, marzipan and various spices such as cinnamon, anise, ginger, allspice, cloves, nutmeg. Often Lebkuchen are covered with chocolate or icing) and, always in the Alpine regions, already during the past centuries, as soon as the midnight arrived, the bells of the little churches that dot the peaks sounded so festive greeting the new year just arrived, they were fired firecrackers and wealthy families, toasting with Champagne, lit their expensive fireworks that had set in the snow-covered pastures.




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And finally, in the centers of the most important cities, in the XIXth century it was a custom already established that of the Christmarktkindl, the Christmas Market which has so ancient origins - contrary to what we tend to think today - for the first of which we have some certain news is that of Dresden dating back, think, to 1400: the first document that speaks of a Christmas Market is in fact dated 1434 and cites a Striezelmarkt which was held in Dresden, the Monday before Christmas and was named after the typical sweet, called 'Striezel', precisely; later, the Reformation, changed the name to Christkindlmarkt, for opposition to the cult of Saints.
Other ancient Christmas Markets that boast historical traditions are those of Strasbourg, which dates back to 1570, and  of Nuremberg, which was held for the first time in 1628, both already went on until the day of the Epiphany.



And so let's say goodbye to this year which is about to leave us ...




As glorified spirit
The angel of the year says goodbye, put his outer garments,
Green in spring
O glittering of the summer blue.

And, having fulfilled his mission on earth,
Filled with blond wheat thousand of valleys,
Orchards of rosy fruits,
And scattered of his flowers all around ...

Lingers for a moment to the west,
While the setting sun gives to the whole
A sweet smile of greeting
and then return to God.1 page 153




May the New Year bring to each of you, my dearest and beloved friends and readers, health, happiness and prosperity in abundance !


See you soon 











Bibliography:

Johann Beerens, Von Neujahr bis Silvester: Brauchtum und Tradition im Jahreslauf, Books on Demand, 2011;

Eva Biegert, Das Große Weihnachts-und Silvester-Buch: Brauchtum & Tradition, Weihnachtsgeschichten & Gedichte, Weihnachtslieder, Backrezepte & Festmenüs, Burda Verlag, 2012;

Wikipedia.




Quotations:

1 - Edith Holden, IL DIARIO DI CAMPAGNA DI UNA SIGNORA INGLESE DEL PRIMO NOVECENTO, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1979, page 135.



giovedì 24 dicembre 2015

A Visit from St.Nicholas.






"A Visit from St.Nicholas", più comunemente noto come "The Night Before Christmas" o " 'Twas the Night Before Christmas", dal suo primo verso, è un poema pubblicato anonimo nel 1823, ed in seguito attribuito a Clément Clarke Moore, che ne ha riconosciuto la paternità nel 1837; tali versi, dei quali fu detto che furono "senza dubbio i versi più famosi mai scritti da un americano", si deve il consolidarsi di alcune delle concezioni su Babbo Natale originate dalla metà del XIX° secolo ad oggi, ed hanno avuto un impatto enorme sulla storia dei doni natalizi.
Prima che la poesia fosse pubblicata e conosciuta, le idee americane su St.Nicholas e quelle circa Father Christmas in Gran Bretagna variavano considerevolmente, per divenire, poi, grazie a Clément Clarke Moore, a coincidere. 

Ve la propongo, da gustare in questi ultimi attimi che costituiscono l'attesa della sua discesa dal cielo:





A Visit from St. Nicholas

'Era la notte prima di Natale, quando in tutta la casa
Non una creatura si muoveva, nemmeno un topo;
Le calze erano appese al camino con cura,
Nella speranza che St.Nicholas presto sarebbe giunto lì;

I bambini erano tutti accoccolati, immerso nei loro letti,
Mentre visioni di Sugar-Plum danzavano nei loro sogni,
E la mamma nel suo fazzoletto, ed io nel mio berretto,
Avevamo appena sistemati le nostre menti per un pisolino da lungo inverno -

Quando fuori sul prato si levò un tale rumore,
Che balzai dal letto per vedere cosa stesse succedendo.
Alla finestra volai come un lampo,
Corsi velocemente ad aprire le imposte, e lasciai scorrere la cinghia.

La luna sul petto della nuova neve caduta,
Donava la luce del mezzodì a tutti gli oggetti sotto di lei;
Quando ai miei occhi meravigliati cosa mai doveva apparire,
Se non una slitta in miniatura, e otto piccole renne,

Guidate da un piccolo vecchio, così vivace e veloce,
In un attimo compresi che si trattava di St.Nick.
Più veloci delle aquile giunsero i suoi corsieri,
E fischiò, e gridò, e li chiamò per nome:

«Adesso! Dasher, ora! Dancer, ora! Prancer e Vixen,
"Andiamo Comet, andiamo Cupid, su Donder e Blitzen!!!;
"Andiamo sopra il portico, su per la parete!
"Avanti, andiamo, precipitiamoci, buttiamoci tutti!"




Come foglie secche che prima dell'uragano selvaggio volano,
E quando incontrano con un ostacolo, s'impennano verso il cielo;
Così  verso la cima della casa i corsieri volavano,
Con la slitta piena di giocattoli - e con St.Nicholas:

E poi in un batter d'occhio, sentii sul tetto
Il rampare e lo scalpitare di ogni singolo piccolo zoccolo.
Il tempo di voltarmi,
E St.Nicholas venne giù dal camino con un balzo:




Era vestito di pelliccia, dalla testa ai piedi,
E i suoi abiti erano tutti anneriti di cenere e fuliggine;
Un fascio di giocattoli gli fu gettato sulla schiena,
E mi apparve come un venditore ambulante mentre sta aprendo la sua confezione:

I suoi occhi - il modo in cui brillavano! Le sue fossette: quanta allegra,
Le sue guance erano come le rose, il naso come una ciliegia;
La sua piccola, buffa bocca aveva le fattezze di un arco,
E la barba del mento era bianca come la neve;

Il moncone di una pipa teneva stretto tra i denti,
E il fumo circondava la sua testa come una corona.
Aveva una faccia larga, e la pancia un po' rotonda
Che scosse quando rise, come fosse una ciotola piena di gelatina:

Era paffuto e grassoccio, proprio un allegro, vecchio folletto,
E io risi quando lo vidi, mio malgrado;
Una strizzatina d'occhio ed una torsione col capo
Presto mi fece per dirmi che non avevo nulla da temere.

Non disse una parola, ma andò dritto al suo lavoro,
E colmò tutte le calze; poi si girò con uno scatto,
E poggiando il dito a lato del suo naso
E facendo un cenno col capo, su per il camino balzò.

Saltò sulla sua slitta, diede un fischio alla sua squadra,
E via tutti volarono, come la lanugine del cardo:
Ma lo sentii esclamare, quando già era lontano dal mio sguardo -
Buon Natale a tutti, e a tutti una buona notte.

- Clément Clarke Moore





E dopo avervi segnalato l'ultimo episodio del filmato della BBC dal titolo Victorian 
Farm Christmas ( che some sempre trovate a fondo pagina, dopo la traduzione in inglese ) lasciate che vi porga, amici miei e lettori, i più sentiti Auguri per un Natale che venga a noi tutti, quest'anno, nel suo significato più profondo, 



che ci unisca forte come non mai e che ci illumini di Speranza, ci riscaldi di Amore, ci riconforti di Gioia il cuore.

A presto 


















"A Visit from St. Nicholas" more commonly known as "The Night Before Christmas" or " 'Twas the Night Before Christmas", from his first verse, is a poem published anonymously in 1823, and later attributed to Clément Clarke Moore, of which he recognized the authorship in 1837; these verses, of which it was said that they were "without any doubt the most famous verses ever written by an American," were responsible for the consolidation of a number of conceptions of Santa Claus originated from the mid-nineteenth century to the present, and have had a huge impact on the history of Christmas gifts.
Before the poem was published and known, the American ideas of St. Nicholas and those about Father Christmas in Britain varied considerably, to become, then, thanks to Clément Clarke Moore, to coincide.

I propose it to you, to be enjoyed during these last moment of expectation of the coming of St.Nicholas:



A Visit from St. Nicholas

'Twas the night before Christmas, when all thro' the house
Not a creature was stirring, not even a mouse;
The stockings were hung by the chimney with care,
In hopes that St. Nicholas soon would be there;

The children were nestled all snug in their beds,
While visions of sugar plums danc'd in their heads,
And Mama in her 'kerchief, and I in my cap,
Had just settled our brains for a long winter's nap —

When out on the lawn there arose such a clatter,
I sprang from the bed to see what was the matter.
Away to the window I flew like a flash,
Tore open the shutters, and threw up the sash.

The moon on the breast of the new fallen snow,
Gave the luster of mid-day to objects below;
When, what to my wondering eyes should appear,
But a miniature sleigh, and eight tiny reindeer,

With a little old driver, so lively and quick,
I knew in a moment it must be St. Nick.
More rapid than eagles his coursers they came,
And he whistled, and shouted, and call'd them by name:

"Now! Dasher, now! Dancer, now! Prancer and Vixen,
"On! Comet, on! Cupid, on! Donder and Blitzen;
"To the top of the porch! To the top of the wall!
"Now dash away! Dash away! Dash away all!"

As dry leaves that before the wild hurricane fly,
When they meet with an obstacle, mount to the sky;
So up to the house-top the coursers they flew,
With the sleigh full of toys — and St. Nicholas too:

And then in a twinkling, I heard on the roof
The prancing and pawing of each little hoof.
As I drew in my head, and was turning around,
Down the chimney St. Nicholas came with a bound:

He was dress'd all in fur, from his head to his foot,
And his clothes were all tarnish'd with ashes and soot;
A bundle of toys was flung on his back,
And he look'd like a peddler just opening his pack:

His eyes — how they twinkled! His dimples: how merry,
His cheeks were like roses, his nose like a cherry;
His droll little mouth was drawn up like a bow,
And the beard of his chin was as white as the snow;

The stump of a pipe he held tight in his teeth,
And the smoke it encircled his head like a wreath.
He had a broad face, and a little round belly
That shook when he laugh'd, like a bowl full of jelly:

He was chubby and plump, a right jolly old elf,
And I laugh'd when I saw him in spite of myself;
A wink of his eye and a twist of his head
Soon gave me to know I had nothing to dread.

He spoke not a word, but went straight to his work,
And fill'd all the stockings; then turn'd with a jerk,
And laying his finger aside of his nose
And giving a nod, up the chimney he rose.

He sprung to his sleigh, to his team gave a whistle,
And away they all flew, like the down of a thistle:
But I heard him exclaim, ere he drove out of sight —
Happy Christmas to all, and to all a good night.

- Clément Clarke Moore ( 1779 - 1863 )






And after reporting the IIrd and last episode of the BBC series entitled Victorian Farm Christmas







let me wish you all, my dearest friends and readers, my warmest wishes for a Christmas which comes to us, this year, in Its deepest Meaning, 



that Join us as strong as ever and that Brighten us of Hope, Warms us with Love, Encourage our heart with Joy.


See you soon 










domenica 20 dicembre 2015

CHRISTMAS PLUM PUDDING, a recipe the origins of which are lost in the mists of time ...



Quando penso al Christmas Pudding, 
è immediato il mio rievocare quel passo del
Christmas Carol di Charles Dickens
che ci presenta l'umile famiglia Cratchit la quale, 
pur in un clima di estrema modestia,
festeggia il suo più bel Natale:





In half a minute Mrs. Cratchit entered — flushed, but 

smiling proudly — with the pudding, like a speckled 

cannon-ball, so hard and firm, blazing in half of half

a quartern of ignited brandy, and bedight with 

Christmas holly stuck into the top.


A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843




( In mezzo minuto la signora Cratchit entrò  - arrossita in volto, ma sorridendo con orgoglio - con il Pudding, che sembrava una palla di cannone macchiettata, così dura e ferma, sfolgorante nella metà della metà di un quarto di brandy acceso, e adornato con l'agrifoglio di Natale infisso in cima. )


  A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843





Ed in effetti penso che per la maggior parte noi sia reputata una ricetta appartenente alle tradizioni natalizie risalente al XIX° secolo o poco prima ... pensate che in realtà l'origine di questo piatto si perde letteralmente nella notte dei tempi ... risale nientemeno che al periodo medievale !


"L'associazione del plum pudding con il Natale ci riporta all'Inghilterra medievale e al decreto della Chiesa Cattolica Romana che prescriveva che il 'pudding dovrebbe essere fatto la venticinquesima Domenica dopo la Trinità, preparato con tredici ingredienti per rappresentare Cristo ed i suoi dodici apostoli, ed ogni membro della famiglia deve, a turno, mescolare il composto da est a ovest per onorare i Magi e il loro viaggio che si suppone abbia seguito questa direzione."2 - 

Il Christmas Pudding nasce da un porridge che risale al XIV° secolo chiamato 'frumenty' che era fatto con carne di montone e manzo con l'aggiunta di ribes, prugne, spezie e vino e che, per gli ingredienti che lo componevano, tra cui primeggiava la carne, era portato in tavola all'inizio del pranzo di Natale. 
Entro la fine del 1500 si è lentamente trasformato in un budino di prugne non appena i cuochi cominciarono con l'aggiungervi del pangrattato, sugna e uova per legare e addensare meglio gli ingredienti; per acuirne il sapore, aggiungevano inoltre birra o liquori.
Il Plum Pudding è diventato il dolce di Natale per eccellenza intorno al 1650, ma già nel 1664 i puritani ne bandirono la produzione e ne vietarono il consumo, additandolo come un' 'usanza oscena' in quanto i suoi ricchi ingredienti 'non sarebbero stati consoni alle persone timorate di Dio', probabilmente mangiarlo significava commettere peccato di gola ! 
Nel 1714, re Giorgio I di Hannover, usanza oscena o no, al suo arrivo in Inghilterra volle rintrodurne la tradizione e reintegrarlo come parte qualificante il pasto di Natale e, dall' epoca vittoriana, il Pudding di Natale mutò ancora nei suoi ingredienti per divenire qualcosa di simile a quelli che si mangiano oggi.


Eccovi la ricetta del Christmas Pudding di Natale di re Giorgio I del 1714 chiamato allora anche il PUDDING DEL RE: ( ho operato io la conversione da libbre in grammi per chi di voi volesse provarlo )


1 lb = 455 gr di uova
1 ½ lb = 680 gr di sugna triturata
1 lb = 455 gr di uva passa
1 lb = 455 gr di prugne secche
1 lb = 455 gr di bucce di agrumi miste
1 lb = 455 gr di ribes 
1 lb = 455 gr di uvetta sultanina
1 lb = 455 gr di farina
1 lb = 455 gr di zucchero
1 lb = 455 gr di briciole di pane secco
1 cucchiaino di spezie miste
½ noce moscata grattugiata
½ pinta di latte
½ cucchiaino di sale
il succo di un limone
un grande bicchiere colmo di acquavite.


Lasciare riposare per 12 ore, quindi bollire per 8 ore e bollire ancora il giorno di Natale per altre 2 ore.


Ma sfogliamo insieme un libro di ricette che al suo tempo riscosse molto successo, quello scritto da Hannah Glasse dal titolo The Art of Cookery made plain and easy, datato 1747, che fu un 'bestseller', diremmo oggi, per più di cento anni e che ci mostra come, con il tempo, questo piatto tradizionale si sia trasformato arricchendosi sempre di nuove varianti: 



Un Pudding Plum bollito (1747)

Prendete un chilo di sugna tagliata a pezzetti non troppo piccoli, un chilo di ribes e un chilo di uva passa, otto uova - utilizzerete solo la metà dei bianchi - mezza noce moscata grattugiata e un cucchiaio da tè di zenzero battuto, un chilo di farina, mezzo litro di latte. Sbattere le uova e poi aggiungere lentamente la metà del latte, quindi, quando saranno ben amalgamati, unire gradatamente la farina, poi il sale, la sugna e la frutta e tanto latte quanto basta per ottenere un composto omogeneo e molto denso.
Far bollire cinque ore. 3



Modern Cookery for Private Families è un libro inglese di Eliza Acton (1799-1859), pubblicato da Longmans nel 1845, e ristampato per ben 13 edizioni dal 1845 al 1853, anche se le sue vendite furono in seguito eclissate da quelle del celeberrimo libro di Mrs Beeton; esso fu uno dei primi libri di cucina a fornire elenchi di ingredienti, quantità esatte, e tempi di cottura dettagliati, ma ciò che a noi più interessa è notare che nella sua prima edizione è il primo libro in assoluto in cui troviamo la ricetta per il Christmas Pudding.

Ingredienti per 6-8 persone - il peso è indicato in once ( 1 oncia equivale a poco meno di 30 grammi, per l’esattezza sono 28,35 gr) ho pensato di riportare perciò anche il peso in grammi:


3 once = 90 gr farina
3 once = 90 gr briciole di pane grattugiato
6 once = 180 gr burro 
6 once = 180 gr uvetta
6 once = 180 gr ribes
2 once = 180 gr canditi
4 once = 120 gr mela grattugiata
5 once = 150 gr zucchero grezzo
½ cucchiaino di noce moscata grattugiata
½ cucchiaino di cannella grattugiata
un piccolo bicchiere di brandy 
3 uova medie
un pizzico di sale

Mrs Acton, dopo aver suggerito di mescolare gli ingredienti ben triturati, indica due tecniche di cottura, anche se sarà la prima ad andare, negli anni a venire, per la maggiore:

PRIMA TECNICA di COTTURA -  Il fagotto con il panno. 
Il budino diventa molto più leggero quando bollito in un panno: deve essere ben impastato e messo in acqua immediatamente dopo averlo legato bene. Il panno deve essere umido (cioè scottato in acqua) e ben infarinato.
Mescolare e impastare tutti gli ingredienti insieme, metterli nel panno trattato come indicato sopra, spingere con un cucchiaio di legno attraverso le anse del panno e sospendere il fagotto su una pentola piena di acqua bollente. Appena l’acqua torna a bollire, abbassate il fuoco un po’, e chiudere con un coperchio. Far bollire il Pudding per 3 ore e mezza. Il fagotto si lascia sospeso ad un gancio per qualche settimana per migliorare il sapore. Prima di servirlo bisogna riscaldarlo per un paio d’ore sempre rimettendolo a bollire nell’acqua. Scartare il budino su un piatto caldo e infornare a temperatura media per 10 minuti in modo da formare una pellicina scura.

SECONDA TECNICA di COTTURA lo stampo. Imburrare bene lo stampo. Versare l’impasto a riempire quasi fino in cima. Chiudere con un cerchio di carta da cucina imburrata. Legare un panno pulito sopra, con una piega in modo che il budino possa espandersi. Cuocere a bagnomaria per 3 ore e mezza in una pentola con l’acqua che arriva a tre quarti del bordo dello stampo. Ogni tanto aggiungere altra acqua calda in modo che il livello resti costante. Dopo 3 ore e mezza, quando è pronto, lasciate riposare il Pudding nel suo stampo per cinque minuti prima di sformarlo (il riposo serve per evitare che si rompa). Il Pudding si può conservare per molti giorni sotto un panno pulito. Prima di servirlo in tavola riscaldarlo per altre 2 ore. 

Per il flambè, scaldare il brandy prima di versarlo sopra il budino e dargli fuoco.





Nel dicembre del 1860,  tra le pagine del The Godey's Lady's Book, a noi già ben noto, apparve questa ricetta che voglio proporvi:


Ricetta per un Plum Pudding Ricco, ( dicembre 1860 )

Snocciolare accuratamente un chilo della migliore uvetta, lavare una libbra di ribes, tagliare molto finemente un chilo di grasso di rognone di carni bovine fresche, sbollentare e tagliare finemente una libbra due once di mandorle dolci e un'oncia di quelle amare; mescolare tutto bene insieme, con una libbra di farina setacciata, e lo stesso peso di briciole di pane bagnate nel latte, poi strizzate e mescolate con un cucchiaio fino a ridurre il tutto in una poltiglia, prima di mescerlo con la farina.

Tagliare a pezzetti due once di cedro essiccato, di arancia, di limone con la buccia, e aggiungere un quarto d'oncia di spezie miste; un quarto di libbra di zucchero grezzo dovrebbe essere messo in un bacino, con otto uova, e ben battuto con una forchetta a tre punte; mescolare questo con il pudding, e renderlo della giusta consistenza con il latte. Ricordate che non deve essere troppo liquida, altrimenti la frutta si deposita sul fondo, ma deve avere la consistenza di una pastella ben densa.

Due bicchieri di vino colmi di brandy dovrebbero essere versati quindi sulla frutta e le spezie, mescolati insieme in una bacinella, e lasciate riposare il composto così ottenuto tre o quattro ore, mescolando di tanto in tanto. Il tutto dovrà quindi essere legato in un panno, e avrà cinque ore di ebollizione costante.

Una volta fatto, trasferirlo su di un piatto, setacciarvi sopra dello di zucchero, e servire con salsa di vino in una salsiera, dopo averne versata un po' intorno al pudding. Esso sarà di dimensioni considerevoli, ma potete utilizzare la metà degli ingredienti descritti, nella medesima proporzione, per ottenere un pudding altrettanto buono.




Durante il periodo Regency e Vittoriano, inoltre, il Plum Pudding era noto per le monete d'argento e piccoli oggetti nascosti all'interno del budino che dovevano essere trovati da uno dei commensali. Oggetti comuni erano la moneta d'argento per la ricchezza, un piccolo quadrilatero per la buona fortuna, un ditale d'argento per la parsimonia, un anello per matrimonio oppure l'ancora come augurio di approdo ad un porto sicuro. Questi elementi non si sa per quale motivo, sono col tempo 'emigrati' dal Christmas pudding alle torte di addio al celibato.

Scriveva nel 1882 Charles Dickens in uno dei suoi articoli giornalistici: 

Il segreto per fare un plum pudding leggero e digeribile consiste nel preparare adeguatamente la sugna, nel tritare l'uvetta, e nel bollire il composto per un tempo sufficiente. I Puddings fatti con briciole di pane sono più leggeri di quelli fatti interamente di farina; e una miscela dei due rende il Pudding ancor migliore. I Plum Puddings possono essere fatti qualche tempo prima di Natale, e, dopo essere stato bolliti, il tessuto deve essere aperto - ma il Pudding non è ancora ultimato - e asciugato. Avvolti in carta, e conservati in un luogo asciutto, i Puddings si conserveranno bene per diversi mesi, richiedendo solamente di essere bolliti per un'ora al momento di servire. 4



Mrs Beeton, nell'edizione del 1890 del suo famoso Mrs Beeton's Family Cookery indica ben cinque tipi diversi di Christmas Puddings, ma qui, per non cadere nella leziosità, preferisco indicarvi quello che ella stessa indica come tradizionale, ovvero il primo la cui dose scrive:




Mrs Beeton's Traditional Christmas Plum Pudding 

Per 2 Christmas puddings

( anche qui ho operato la conversione in grammi )
 



Controllare gli ingredienti per la ricetta nella dispensa prima di pensare ad acquistarli ed ungere 2 bacinelle.

8 oz = Kg 3,6 zucchero umido (utilizzare quello morbido grezzo)
8 oz = Kg 3,6 sugna tritata o equivalente moderno
8 oz = Kg 3,6 uvetta sultanina pulita
8 oz = Kg 3,6 uva passa denocciolata e dimezzata (vedi nota *)
4 oz = Kg 1,8 ribes lavati e asciugati
4 oz = Kg 1,8 canditi misti triturati 
4 oz = Kg 1,8 farina bianca
4 oz = Kg 1,8 pangrattato
2 oz = gr 900 mandorle pelate e triturate
la scorza grattugiata di un limone 1
3 uova
un cucchiaino di noce moscata grattugiata
mezzo cucchiaino di sale
1/4 di litro di latte
1 piccolo bicchierino colmo di acquavite (facoltativo)
Mescolare tutti gli ingredienti secchi insieme, aggiungete le uova ben battute, il latte e l'acquavite (se utilizzata).

Suddividere il composto in 2 bacinelle ben unte, e cuocere a vapore da 5 a 6 ore.

Tempo: 5 - 6 ore.

Sufficiente per 8 o 9 persone.


N.B. Si prega di notare che nessun agente lievitante è menzionato in questa ricetta, ed anche la farina deve essere semplice farina di grano, poiché, qualora serva la farina auto-lievitante, ne è fatta specifica menzione se deve essere utilizzata. 5



E se con le parole vergate da Charles Dickens ho cominciato questo post, sempre con lui mi piace salutarvi, citando dal medesimo romanzo natalizio che tanto successo ebbe al suo tempo e tanto ancor'oggi ne vanta: 


Evviva ! Una grande quantità di vapore !

Il budino era fuori del pentolone. 

Un odore come nei giorni di bucato ! 

Era il panno. 

Un odore come di una trattoria ed una pasticceria 

situate a due porte l'una accanto all'altra, 

con la porta di una lavandaia prossima ad entrambe ! 

Era il Pudding !


A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843 6






Riproduzione di una cartolina natalizia vittoriana





Vediamo infine insieme come procedono i preparativi natalizi nella nostra Victorian Farm ... ( per vedere il secondo episodio del video della BBC far scorrere la pagina fino al fondo della parte tradotta in inglese )

E perciò, giunti al momento del congedo, vi saluto tutti tanto, tanto caramente e vi do appuntamento alla sera della Vigilia di Natale con una sorpresa ... e l'ultimo episodio di questi incantevoli filmati.

A presto 













Bibliografia: 

Mrs Beeton,  Mrs Beeton's Family Cookery, edizione del 1923;

Andrea  L.Broomfield, Food and Cooking in Victorian England: A History (Victorian Life and Times), riedizione dal 1707, Praeger - Westport CT, 2007;

Charles Dickens, A Christmas Carol, riedizione dal 1843, CRW Publishing Limited, London, 2012;

Charles Dickens, Household Words, rivista settimanale del 1882, vol. 2;

Hannah Glasse, The Art of Cookery made plain and easy, edizione del 1805.




Citazioni:

1 - Charles Dickens, A Christmas Carol, riedizione dal 1843, CRW Publishing Limited, London, 2012, pag. 80; 

2 - Andrea  L.Broomfield, Food and Cooking in Victorian England: A History (Victorian Life and Times), riedizione dal 1707, Praeger - Westport CT, 2007, pag. 150;

3 - Hannah Glasse, The Art of Cookery made plain and easy, edizione del 1805, pag. 106;

4 - Charles Dickens, Household Words, rivista settimanale del 1882, vol. 2; 

5 - Mrs Beeton,  Mrs Beeton's Family Cookery, edizione del 1923, pag. 494;

6 -  Charles Dickens, A Christmas Carol, op. cit., pag. 80.











When I think of the Christmas Pudding,
it's immediate for me to recall that step of the 
Christmas Carol by Charles Dickens
which presents us the humble Cratchit family which,
even in a climate of extreme modesty,
celebrates its best Christmas:




- picture 1 





In half a minute Mrs. Cratchit entered — flushed, but 

smiling proudly — with the pudding, like a speckled 

cannon-ball, so hard and firm, blazing in half of half

a quartern of ignited brandy, and bedight with 

Christmas holly stuck into the top.


A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843 





And in fact I think for most of us it is deemed a recipe belonging to the Christmas traditions dating back to the XIXth century or shortly before ... you have to know that, actually, the origin of this dish is literally lost in time ...  it dates back nothing less than to the Middle Age time !


"The plum pudding's association with Christmas takes us back to medieval England and the Roman Catholic Church's decree that the 'pudding should be made on the twenty-fifth Sunday after Trinity, that it be prepared with thirteen ingredients to represent Christ and the twelve apostles, and that that every family member stir it in turn from east to west to honor the Magi and their supposed journey in that direction.'2


The Christmas Pudding stems from a porridge dating back to the XIVth century called 'frumenty' which was made with mutton and beef with the addition of currants, plums, spices and wine and that, due to the ingredients that made it up, amongst which flesh excelled, was brought to the table at the beginning of the Christmas Lunch.
By the end of 1500 has slowly turned into a Plum Pudding as soon as cooks began to add breadcrumbs, suet and eggs to bind and thicken ingredients best; to make it more tasty they also added some beer or spirits.
The Plum Pudding has become the Christmas dessert par excellence around 1650, but already in 1664 the Puritans banned its production and its consumption, identifying it as an 'obscene custom' because its richness in ingredients' would not be in keeping by the God-fearing people', probably to eat it meant committing the sin of gluttony !
In 1714, King George I of Hanover, custom obscene or not, on his arrival in England, wanted to introduce it back amongst traditions and reinstate it as the qualifying dish of the Christmas meal; from the Victorian era, the Christmas Pudding changed again in its ingredients to become something similar to what you eat today.




- picture 2 on the right - This is the 1714 recipe for King George I’s 9lb (!) Christmas pudding also called THE KING'S PUDDING

1 lb of eggs
1 ½ lb of shredded suet
1 lb raisins
1 lb dried plums
1lb mixed peel
1 lb of currants
1 lb sultanas
1 lb flour
1 lb sugar
1 lb breadcrumbs
1 teaspoon mixed spice
½ grated nutmeg
½ pint of milk
½ teaspoon of salt
the juice of a lemon
a large glass of brandy.



Let stand for 12 hours, then boil for 8 hours and boil again on Christmas Day for 2 hours.



But let's leaf through a recipe-book which in its time had a great success: it was written by Hannah Glasse and was  entitled The Art of Cookery Made Plain and Easy, dated 1747, and was a 'bestseller', we would say today, for over a hundred years and which shows how, with time, this traditional dish has become increasingly enriched by new variants:



A boiled Plum Pudding ( 1747 )

Take a pound of suet cut in little pieces not too fine a pound of currants and a pound of raifins storied eight eggs half the whites half a nutmeg grated and a tea spoonful of beaten ginger a pound of flour a pint of milk beat the eggs first then half the milk beat them together and by degrees stir in the flour then the suet spice and fruit and as much milk as will mix it well together very thick.
Boil it five hours. 3


Modern Cookery for Private Families is a recipe book of Eliza Acton (1799-1859) written in English, published by Longmans in 1845, and reprinted in 13 editions from 1845 to 1853, and only Mrs Beaton's ones could withdraw its sales, later; it was one of the first cookbooks to provide lists of ingredients, exact amounts of them and detailed cooking times, but what we are most interested in is to note that in its first edition it was the first book ever where we can find the recipe for the Christmas Pudding.

Ingredients for 6-8 people - the weight is indicated in ounces doing a conversion (1 ounces amounts to little less than 30 grams, to be exact are 28,35 gr) have also reported the weight in grams



- picture 3 on the right - 



3 oz = 90 gr flour
3 oz = 90 gr breadcrumbs grated 
6 oz = 180 gr grated suet  or butter
6 oz = 180 gr raisins
6 oz = 180 gr currant 
2 oz = 180 gr candied 
4 oz = 120 gr grated apple 
5 oz = 150 gr sugar cane
½ teaspoon grated nutmeg
½ teaspoon of cinnamon grated
a small glass of brandy
3 medium eggs
a pinch of salt

Mrs. Acton, after suggesting to mix all the ingredients together after having shredded them very well, indicates two techniques of cooking, although it will be the first to go, during the years to come, for the major:

FIRST COOKING TECHNIQUE - the bundle with the cloth. The pudding becomes much lighter when boiled in a cloth: the ingredients should be well mixed and put into the water immediately after having tied it well. The cloth should be moist (ie cooked in water) and well floured.
Mix and knead all the ingredients together, put them in the cloth treated as written above, push with a wooden spoon through the bends of the bundle of cloth and suspend it in a pot of boiling water. When the water returns to a boil, lower the heat a bit, and close with a lid. Boil the pudding for 3 hours and a half. The bundle has to be left suspended from a hook for a few weeks to improve the taste. Before serving you have to warm it up for another couple of hours putting it back in the water to boil. Discard the pudding on a hot plate and bake at medium heat for 10 minutes to form a dark skin.

SECOND COOKING TECHNIQUE - the mold. Grease the mold well. Pour the batter to fill almost to the top. Cover with a circle of paper buttered - (N.d.A. Today we have the Kitchen paper ! ). Tie a clean cloth above, with a fold so that the pudding can expand. Bake in a water bath for 3 hours and a half in a pot with the water coming till three quarters of the edge of the mold. Every now and then add more hot water so that its level remains constant. When it will be ready, let stand the Pudding in its mold for five minutes before throw it down (the rest is used to avoid its breakage). The pudding can be stored for several days under a clean cloth. Before serving heat for 2 more hours.

For the flambé, warm the brandy before pouring it over the pudding and set it on fire.




- picture 4




In December 1860, among the pages of The Godey's Lady's Book, already well known to us, it appeared this recipe that I want to let you read:



Rich Plum Pudding Recipe, ( December 1860 )

Stone carefully one pound of the best raisins, wash and pick one pound of currants, chop very small one pound of fresh beef suet, blanch and chop small or pound two ounces of sweet almonds and one ounce of bitter ones; mix the whole well together, with one pound of sifted flour, and the same weight of crumb of bread soaked in milk, then squeezed dry and stirred with a spoon until reduced to a mash, before it is mixed with the flour.

Cut in small pieces two ounces each of preserved citron, orange, and lemon-peel, and add a quarter of an ounce of mixed spice; quarter of a pound of moist sugar should be put into a basin, with eight eggs, and well beaten together with a three-pronged fork; stir this with the pudding, and make it of a proper consistence with milk. Remember that it must not be made too thin, or the fruit will sink to the bottom, but be made to the consistence of good thick batter.

Two wineglassfuls of brandy should be poured over the fruit and spice, mixed together in a basin, and allowed to stand three or four hours before the pudding is made, stirring them occasionally. It must be tied in a cloth, and will take five hours of constant boiling.

When done, turn it out on a dish, sift loaf-sugar over the top, and serve it with wine-sauce in a boat, and some poured round the pudding. The pudding will be of considerable size, but half the quantity of materials, used in the same proportion, will be equally good.





- picture 5




During the Regency and Victorian age, also, the Plum Pudding was known for the silver coins and small items hidden inside it that had to be found from one of the diners. Common items were the silver coin for wealth, a small quadrangle for good luck, a silver thimble for thrift, a ring for marriage, or even an anchor as a wish for landing to a safe 'harbor'. These elements, I do not know why, over the time have 'migrated' from the Christmas Pudding to the cakes for stag.



Charles Dickens wrote in 1882 in one of his newspaper articles:


The secret of making plum pudding light and digestible lies in properly preparing the suet, mincing the currants, and boiling a sufficient time. Puddings made with breadcrumbs are lighter than those made wholly of flour; and a mixture of the two makes the best pudding. Plum puddings may be made some time before Christmas, and, having been boiled, the cloth must be opened out, but not taken off the pudding, and dried. Wrapped in paper, and stored in a dry place, puddings will keep good for several months, and only require to be boiled for an hour at the time of serving. 4


Mrs Beeton, inside the 1890 edition of her famous book Mrs. Beeton's Family Cookery, indicates five different types of Christmas Puddings, but here, for not falling into affectation, I prefer to write only one of them, what she herself shows as traditional, which is the first she writes :




Mrs Beeton's Traditional Christmas Plum Pudding 

Makes 2 Christmas puddings





- picture 6



Check recipe for shopping/store cupboard purposes and grease 2 basins.

8 oz moist sugar (use soft brown )
8 oz chopped suet or modern day equivalent
8 oz sultanas cleaned
8 oz raisins halved and stoned (see footnote*)
4 oz currants washed and dried
4 oz shredded mixed candied peel - Cut your own or use ready cut
4 oz of plain flour
4 oz breadcrumbs
2 oz almonds blanched and shredded
the grated rind of a 1 lemon
3 eggs
a salt spoonful of  nutmeg grated
half a teaspoon of salt
quarter pint of milk
1 small wineglassful of brandy (optional)
Mix all the dry ingredients together, stir in the well beaten eggs, milk and brandy (if used).

Turn the mixture into 2 well greased basins, and steam from 5 to 6 hours.

Time 5 to 6 hours.

Sufficient for 8 or 9 persons.

N.B. Please note that no raising agent is mentioned in this recipe, but the flour must be plain flour, as elsewhere self raising flour is mentioned by type when used. 5





And if with the words penned by Charles Dickens I started this post, always with him I like to greet you, quoting from the same Christmas novel that had so much success in his time and even today it boasts:


Hallo! A great deal of steam!

 The pudding was out of the copper. 

A smell like a washing-day! 

That was the cloth. 

A smell like an eating-house and a pastry-cook’s 

next door to each other, 

with a laundress’s next door to that!

 That was the pudding!


A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843, 6





- picture 7 - Reproduction of a Victorian Christmas card




Finally let's watch together how Christmas preparations goes on in our Victorian Farm ...







And therefore, arrived to the moment of departure, I greet you all very, very dearly and I invite you to the evening of Christmas Eve with a little surprise ... and the last episode of this charming series, of course.

See you soon 











Bibliography: 

Mrs Beeton,  Mrs Beeton's Family Cookeryedizione del 1923;

Andrea  L.Broomfield, Food and Cooking in Victorian England: A History (Victorian Life and Times), riedizione dal 1707, Praeger - Westport CT, 2007;

Charles Dickens, A Christmas Carolriedizione dal 1843, CRW Publishing Limited, London, 2012;

Charles Dickens, Household Wordsrivista settimanale del 1882, vol. 2;

Hannah Glasse, The Art of Cookery made plain and easyedizione del 1805.




Quotations:

1 - Charles Dickens, A Christmas Carolriedizione dal 1843, CRW Publishing Limited, London, 2012, pag. 80; 

2 - Andrea  L.Broomfield, Food and Cooking in Victorian England: A History (Victorian Life and Times), riedizione dal 1707, Praeger - Westport CT, 2007, pag. 150;

3 - Hannah Glasse, The Art of Cookery made plain and easyedizione del 1805, pag. 106;

4 - Charles Dickens, Household Wordsrivista settimanale del 1882, vol. 2; 

5 - Mrs Beeton,  Mrs Beeton's Family Cookeryedizione del 1923, pag. 494;

6 -  Charles Dickens, A Christmas Carolop. cit., pag. 80.






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