martedì 28 luglio 2015

Miss Lily Elsie, the first Franz Lehár's 'Merry Widow'.


Sarà perché si distinse sui palcoscenici più famosi quale prima grande interprete dell'operetta 'La vedova allegra' di Franz Lehár, sarà per la sua impeccabile eleganza o piuttosto per i bei lineamenti la cui regolarità le disegnavano il volto così luminoso e leggiadro



tanto da renderla celebre come una delle bellezze dell'inizio del XX° secolo, sta di fatto che Miss Lily Elsie fu la donna più fotografata dell'epoca Edoardiana.





Nata nel 1886 con il nome di Elsie Hodder ella dovette la sua notorietà al fatto di essere stata scelta per interpretare il ruolo della protagonista dell'operetta di Franz Lehár The Merry Widow (Die Lustige Witwe) quando nel 1907 ne venne data la prima a Londra in lingua inglese, ma ella era già da tempo usa a calcare le scene, poiché, in qualità di bambina prodigio 'Little Elsie', come era conosciuta allora, cominciò con il 1890 a recitare e a cantare in numerosi Music-Halls; il successo che stava maturando a mano a mano che diventava adulta la condusse nel 1900 a mutare il proprio nome assumendo lo pseudonimo artistico di Lily Elsie.



Faceva ella a quel tempo parte della compagnia teatrale di George Edwardes al Daily's Theatre quale ragazza del coro e proprio per il suo timbro vocale venne scelta per interpretare il ruolo principale dell'operetta di Lehár che stava riscuotendo grande successo in tutta l'Europa centrale; Edwardes decise perciò di condurre Lily a Berlino affinché potesse osservarne la versione in lingua originale ed ella fu dapprincipio riluttante, non si sentiva all'altezza del compito che le veniva richiesto, pensava che la sua voce non fosse del tutto adeguata al ruolo della protagonista, ma l'impresario teatrale riuscì a persuaderla e la condusse da Lucile, la più famosa creatrice di costumi londinese che l'epoca edoardiana vantasse, perché la abbigliasse con il suo inconfondibile stile mettendo in luce tutto il fascino che questa semplice fanciulla teneva celato.


Ella stessa ebbe più tardi ad osservare: "Mi resi conto che di fronte a me vi era una ragazza che possedeva sia la bellezza che l'intelligenza, ma che non aveva mai imparato a dare il meglio di sé. Così timida e diffidente come appariva in quei giorni un produttore meno astuto di George Edwardes avrebbe lasciato perdere e l'avrebbe lasciata nel coro. "


La produzione, con testi in inglese di Adrian Ross, prese avvio al Daily's Theatre nel giugno del 1907 e replicò per ben 778 spettacoli a quattro dei quali non potè mancare King Edward, il sovrano inglese in persona.
Il personaggio cui Lily diede vita fece sì che la compagnia organizzasse un tour a partire dall'agosto dell'anno successivo e riscosse un successo di proporzioni tali da renderla una vera, grande star. 


La sera della prima un critico inviato dal The Pelican e presente negli spalti scrisse "la giovinezza, il fascino delicato e la grazia , la grazia e la danza squisita con cui Miss Elsie impersona la parte .... condivido il parere della maggior parte dei primi spettatori 'nottambuli', che sostenevano che ella non avrebbe potuto essere in mani migliori, e non avrebbe potuto essere meglio gestita .. .. La notte era un vero e proprio trionfo per Miss Elsie, e ben meritò tutte le richieste che le vennero avanzate." ( The Pelican 12 giugno 1907, pag. 6a.)

Ed ancora leggiamo un estratto dall'Atlanta Constitution newspaper in America che scriverà il 21 novembre del 1915:
"Forse il suo viso, visto di profilo, si avvicina a quello della Venere di Milo più di quello di qualsiasi altra famosa bellezza.


Non uno spigolo si ravvisa sul suo volto .... Se fosse venuta qui, sarebbe senza dubbio stata definita la più bella donna in America. La Natura non ha mai fatto un più brillante successo commerciale di quanto ha fatto della bellezza di Lily Elsie. Per lo più dall'ambito della nobiltà provennero le proposte di pretendenti che ella ricevette. Tutti concordano sul fatto che Lily Elsie ha la bocca più 'da baci' di tutta l'Inghilterra ... lei possiede una linea dell'arco di Cupido con le estremità che delicatamente ricurvano verso l'alto, tutto pronto per i sorrisi .... Stranamente, le donne del paese furono tra i suoi ammiratori più devoti ".





Dopo The Merry Widow, Lily Elsie apparve in altri 16 spettacoli, anche nelle versioni in lingua inglese di grande successo di The Dollar Princess del 1909, nei panni di Franzi nella prima inglese di A Waltz Dream in 1911, e quale bellissima Angèle in The Count of Luxembourg, sempre nel 1911, ottenendo continue lodi.


( Per chi non conoscesse le arie di Die Lustige Witwe o in questo momento non le avesse in mente qui ne trova una miscellanea proprio di quella prima edizione dell'anno 1907  con i meravigliosi 'difetti' acustici che la puntina del grammofono ci fa sentire nel mentre in cui legge il disco in vinile !)

Ella  lasciò il cast di The Count of Luxembourg  per unirsi in matrimonio con il maggiore John Ian Bullough, figlio di un facoltoso produttore tessile, ma si trattò di un'infelice unione che condusse al divorzio nel 1930: troppo differenti erano i due mondi cui i coniugi appartenevano, Lily non era fatta per la vita dell'alta società ed, anzi, avvertiva la mancanza del palcoscenico.
Affetta da tempo da disturbi emotivi e psicologici e psichici (fu sottoposta anche ad un intervento al cervello che si dice apportò qualche lieve miglioramento alla sua malattia ) trascorse il resto della sua vita tra case di cura e sanatori in svizzera specializzati in malattie mentali e si spense all'età di 76 anni presso il St.Andrew's Hospital di Londra. 
In quell'occasione un grande critico concluse il suo necrologio sul The Times "era un grande piacere vedere solamente la sua passeggiata finale sul palco." (The Times, 18 dicembre 1962, p. 13 )

Purtroppo questa non è una storia a lieto fine, tutt'altro, ma spesso ciò che nella realtà principia come una favola si conclude tristemente, le favole, quelle vere, rimangono racchiuse tra le pagine dei libri, ad attendere chi le legga, e mai ne fuoriescono, non amano il nostro mondo che per loro non è fatto e di loro non è degno; e lasciate che concluda con un'ultima citazione per prendere ancora una volta omaggio alla rara beltà che rese Miss Lily Elsie sì tanto celebre e celebrata:



il The Chicago Examiner scrisse di lei il primo di maggio del 1910:

"Ella è famosa soprattutto per due cose -
per essere stata fotografata più frequentemente di qualsiasi attrice prima d'ora su di un palcoscenico di Londra, e per aver ricevuto il più elevato numero di proposte di matrimonio. Si dice che sia stata fotografata almeno una volta ogni giorno della settimana nel corso dell'anno. E ciononostante le richieste delle insaziabili aziende fotografiche non potevano essere soddisfatte, i fotografi non riuscivano a far fronte alla smisurata domanda che da esse proveniva."

Ed ancora per chi desiderasse ascoltare le soavi note della voce di Lily Elsie, vi propongo qui un breve estratto di una sua interpretazione datata 1918.

Lieta di avervi fatto conoscere un volto così leggiadro tanto che quasi rallegra il cuore osservarlo, vi giunge colmo di gioia il mio più affettuoso saluto.

A presto 
















Maybe because she distinguished herself on the most famous stages as the first great interpreter of the operetta 'The Merry Widow' by Franz Lehár, or maybe because of her impeccable elegance or rather for the good features which regularly drew her face so bright and graceful



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so as to make her famous as one of the beauties of the early twentieth century, the thing is that Miss Lily Elsie was the most photographed woman in the Edwardian era.




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Born in 1886 with the name of Elsie Hodder she owed her fame to the fact that she was chosen to play the title role of Franz Lehar's operetta The Merry WidowDie Lustige Witwe ) when in 1907 it was given the first in London in English, but she was used to play on the stage, because, as a prodigy child 'Little Elsie', as she was known then, began in 1890 with acting and singing in several Music-Halls; the success that was maturing with the flowing of the time when she became adult led her in 1900 to change her name by taking the artistic pseudonym of Lily Elsie.





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She was at that time part of the theater company of George Edwardes at the Daily's Theatre as a chorus girl and for her vocal timbre she was given the lead role of Lehár's operetta which was gaining a great success in all of Central Europe; Edwardes decided therefore to conduct Lily in Berlin so that she could watch it in the original version, and, to be honest, she was reluctant at first, she didn't feel up to the task that was her required, she thought that her voice wasn't adequate to the role of the protagonist, but the theater manager was able to persuade her and brought her to Lucile, the most famous creator of costumes that London boasted during the Edwardian era, for she could dress her with her unmistakable style highlighting all the charm that this simple girl was keeping hidden.





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She herself had to observe that "I realised that here was a girl who had both beauty and intelligence but who had never learnt how to make the best of herself. So shy and diffident was she in those days that a less astute producer than George Edwardes would in all probability have passed her over and left her in the chorus."




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The production, with English lyrics by Adrian Ross began to Daily's Theatre in June 1907 and went on for 778 performances ( King Edward, the English king in person, couldn't miss at least four of them ); the character that Lily gave birth to lead the companyto organize a tour from August of the following year and collected a success of such greatness as to make of her a real, big star.





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The opening Night a critic sent by The Pelican and wrote "the youthfulness, the dainty charm and grace, the prettiness and the exquisite dancing with which Miss Elsie invests the part.... I share the opinion of most of the first-nighters, who considered it could not have been in better hands, and could not have been better handled.... The night was a genuine triumph for Miss Elsie, and she well deserved all the calls she received."

And yet we read an excerpt from The Atlanta Constitution newspaper in America that wrote on November 21, 1915:

"Perhaps her face is nearer to that of the Venus de Milo in profile than to any other famed beauty. 

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There are no angles to be found about her any place.... If she came to America, she would undoubtedly be called the most beautiful woman in America. Nature never made a more brilliant success in the beauty business than she did with Lily Elsie. It was mostly from the nobility that her suitors came. Everyone agrees that Lily Elsie has the most kissable mouth in all England... she possesses the Cupid's bow outline with the ends curving upward delicately, all ready for smiles.... Strangely enough, the women of the land were among her most devoted admirers."




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After The Merry Widow, Lily Elsie appeared in other 16 shows, always in English versions, of great success such as The Dollar Princess of 1909, in the role of Franzi in A Waltz Dream in 1911, and in the guise of the beautiful Angèle in The Count of Luxembourg , again in 1911, achieving continuous praise.




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(For those unfamiliar with the tunes of Die Lustige Witwe or having them not in mind at the moment here it is just a mix of the first edition of the year 1907 with the wonderful 'defects' of sound that the thumbtack of the gramophone let us hear while it reads the vinyl record!)

She left the cast of The Count of Luxembourg to join in marriage with Major Ian John Bullough, son of a wealthy textile manufacturer, but it will became  such an unhappy union whic led to divorce in 1930: too different were the two worlds  which the spouses belonged to, Lily wasn't suitable for the life of the high society and, indeed, felt the lack of the stage.
Affected by time from emotional, psychological and psychic disorders (also underwent a brain surgery that they say brought a slight improvement to her illness) she spent the rest of her life in nursing homes and sanatoriums in Switzerland specialized in mental illnesses and died at age 76 at the St Andrew's Hospital in London.
On that occasion, a great critic of The Times concluded his obituary writing that 

"it gave great pleasure merely to see her walk across the stage." (The Times, December 18, 1962, p. 13)

Unfortunately this is not a tale with a happy ending, not at all, but often what in reality begins as a tale ends sadly, the tales, the real ones, remain enclosed amongst the pages of books, waiting for those who want to read them, and never they come out, probably they don't like our world which isn't made for them and isn't worthy of them; and let me conclude with one last quote to pay once again a tribute to the rare beauty that made Miss Lily Elsie so famous and celebrated:




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The Chicago Examiner wrote of her on May 1st, 1910: 


She is famous above all for two things –
for having been photographed more frequently than any actress ever on a London stage, and for having had more proposals of marriage. It is said that she has been photographed at least once every week day in the year. Even then the insatiable demands of the photographic firms were not satisfied.They could not obtain enough of her photographs to supply the enormous demand.

And finally for those who wish to listen to the sweet notes of Lily Elsie's voice, I propose here a brief excerpt of an interpretation of hers dated 1918.

Glad to have made known you a so pretty face which almost rejoice the heart, it comes to you, filled with joy, my most affectionate greeting.


See you soon 










giovedì 23 luglio 2015

George Sheridan Knowles' paintings: the Beauty of ingenuity and of naivety.


Nato a Manchester, il 25 novembre 1863 George Sheridan Knowles è conosciuto come un insigne pittore di quadri ad olio ed acquerellista che ha prodotto tele dai temi nostalgici, spesso in costume, con l'intento di evocare tempi e sentimenti trascorsi, tra cui i primissimi, timidi approcci dettati dalla passione, ma soprattutto l'ingenuità legata all'infanzia, e proprio per questo sua ricorrente romantica nostalgia fu molto apprezzato già in epoca vittoriana.


There they go ...



Egli studiò arte presso la Manchester School of Art e alla Royal Academy Schools, per giungere a dipingere sia tele accademiche che nostalgiche, ravvivate da colori luminosi e da un leggero tocco di pennello che proprio in quegli anni stava sperimentando l'impressionismo che, sfumando la scena, giunge ad acuirne il carattere evocativo. 



Untitled



Nel 1885, Knowles si era già trasferito a Londra quando le sue più grandi opere venivano esibite alle più famose mostre; divenne membro del Royal Institute of Painters in Watercolours, del Royal Institute of Painters in Oil Colours, del Royal Cambrian Academy, così come della Royal Society of British Artists trovando così la meritata gratificazione quando ancora era in vita, cosa che ahimè, non di tutti i più grandi artisti si può dire.



Feeding the Pidgeons


Ma mi astengo dal procedere a scrivere per lasciarvi ad osservare la delicatezza e la sensibilità di questo artista che diede vita a dei dipinti caratterizzati da una tale soavità, suggestivi ed elegiaci al punto da divenire persino toccanti.


Waiting at the Ferry




Title unknown




Summer Fun




Eventide - Kittens




Mother's Comfort




One Too Many




The Little Ones - Mother's Pride




The Morning Ride




Imprudence




The Love Letter




 Into Christmas Atmosphere




Many Hands Make Light Work




Bubbles




A Merry Sleight Ride




Pets




Nella speranza di avere ancora una volta catturato il vostro entusiasmo e che abbiate gradito queste immagini che trovo incredibilmente suggestive e poetiche vi lascio con un'ultimo dipinto ad olio così in tema con questa nostra caldissima estate. 



 Summer Pleasure on the River




A presto miei cari 


















Born in Manchester, on November 25th, 1863 George Sheridan Knowles is known as a famous painter of oil and watercolor paintings who produced painter by nostalgic themes, often in costume, with the intent to evoke past times and feelings, among which the very first, timid approaches dictated by passion, but above all the ingenuity linked to childhood, and for this recurring romantic nostalgia og his he was already much appreciated at his time, the Victorian age.




- picture 1 - There they go ...




He studied at the Manchester School of Art and at the Royal Academy Schools, to come to paint both canvases academic and nostalgic, revived by bright colors and a slight touch of the brush that was adopted just in those years by the impressionism, which, blurring the scene, increases its evocatice character.




- picture 2 - Untitled




In 1885, Knowles had already moved to London when his greatest works were exhibited at the most famous exhibitions; he became a member of The Royal Institute of Painters in Watercolours, of The Royal Institute of Painters in Oil Colours, of The Royal Cambrian Academy, as well as of The Royal Society of British Artists so finding a well-deserved reward when he was still alive, which, alas, not all of the greatest artists can be said.




- picture 3 - Feeding the Pidgeons




But I restrain myself from going on writing to let you observe the delicacy and the sensitivity of this artist who gave life to paintings characterized by so much sweetness, evocative and elegiac as to become even touching.




- picture 4 - Waiting at the Ferry


- picture 5 - Title unknown


- picture 6 - Summer Fun


- picture 7 - Eventide - Kittens


- picture 8 - Mother's Comfort


- picture 9 - One Too Many


- picture 10 - The Little Ones - Mother's Pride

- picture 11 - The Morning Ride


- picture 12 - Imprudence


- picture 13 - The Love Letter


- picture 14 -  Into Christmas Atmosphere


- picture 15 - Many Hands Make Light Work


- picture 16 - Bubbles


- picture 17 - A Merry Sleight Ride


- picture 18 - Pets




Hoping to have once again captured your enthusiasm and that you've enjoyed these images that I find incredibly suggestive and poetical I'm leaving you with one last oil painting so in theme with this hot Summer of ours.




- picture 19 -  Summer Pleasure on the River




See you soon my dear ones 


sabato 18 luglio 2015

MARMEE & LOUISA: the untold story of Louisa May Alcott and her mother.



"DEAR LOUIE ... In my imagination I thought you might be such an industrious good daughter and that I might be a sick but loving mother, looking for my daughter's labors for my daily bread, take care of it for my sake and your own, because you and I have always liked to be grouped together."

March 12, 1843 1 




TO MOTHER

I hope that soon, dear mother
You and I may be
In the quiet room my fancy
Has so often made for thee ---

The pleasant, sunny chamber,
The cushioned easy-chair,
The book laid for your reading,
the vase of flower fair,

The desk beside the window
Where the sun shines warm and right:
And there in peace and quiet
The promised book you write:

While I seat close beside you,
Content at last to see
That you can rest, dear mother,
And I can cherish thee. 



Louisa May era nata in una famiglia che oggi potremmo definire all'avanguardia, essendo, alla vigilia della Guerra di Secessione, il padre Bronson propugnatore di un metodo innovativo, per non dire quasi rivoluzionario, d'insegnamento, ovvero quello socratico, che sperimentava in famiglia prima ancora che nelle proprie scuole, ed esponente del movimento filosofico del Trascendentalismo e la madre, Abigail, anch'essa insegnante, ma divenuta madre a tempo pieno da che nel .... nacque la sua prima figliola, Anna, di un anno e mezzo circa più grande di Louisa, entrambi attivi abolizionisti e partecipi insieme con il fratello di Abigail, il Rev.Samuel Joseph, spesso presenti a comizi contro la schiavitù: l'America era in fermento, e tanti, davvero tanti, non tolleravano più il maltrattamento degli schiavi ed anzi, ne chiedevano la liberazione riunendosi talora anche in privato ed in segreto, impugnando la Dichiarazione d'Indipendenza emanata il 4 luglio 1776 da George Washington che, soprattutto nella prima parte, relativa ai diritti dell'uomo, facendo propri riferimenti ai principi illuministici e giusnaturalistici che circolavano allora in  Francia ed in Inghilterra, giunge a legittimare la rivoluzione.



Un filosofo è "un uomo sospeso dentro un pallone" ebbe a dire un giorno Louisa, "la cui famiglia e gli amici tengono le corde, e cercano di tirarlo giù." 3




In questo periodo ed in questo clima nacque e crebbe Louisa May Alcott, la cui straordinaria e precoce vivacità intellettuale era motivo di ansia per entrambi i genitori; ella non aveva ancora compiuto tre anni quando, scivolando in uno stagno, incapace di nuotare, rischiò di perdere la vita, se non fosse stato per un bimbo di colore che la vide e la trasse in salvo: Abigail, infatti, sosteneva che sua figlia Louisa, così tanto simile a lei per temperamento ed attitudini, fosse divenuta abolizionista da allora !

Moltissimo vi sarebbe da scrivere sulla famiglia Alcott di cui ho già trattato in un post che considero meramente introduttivo, e conto di farlo in più tempi, sperando con ciò di farvi cosa gradita, ma in particolare voglio oggi qui parlarvi di 'Marmee e Louisa', di loro e del legame speciale che le univa, sicuramente favorito dalle lunghe assenze del padre che, perseguendo i suoi sogni idealistici e la propria sete di sapere, spesso intraprendeva viaggi di studio lasciando Abigail in difficoltà economiche ad occuparsi delle proprie piccole creature, a pensare in quale modo e con quale denaro sfamarle, scaldarle, vestirle.


Louisa compì tre anni il 29 di novembre. Alle dieci di quella mattina Abigail condusse la bimba da festeggiare a scuola da suo padre. I suoi studenti incoronarono lui e Louisa di alloro, in occasione del loro compleanno in comune. [...] Quando giunse il momento dei dolcetti, Abigail chiese a Louisa di distribuire i pasticcini glassati alla frutta che ella aveva preparato. Louisa diede un dolce ad ogni bimbo fino a quando ne rimase solo uno sul piatto. Vi era ancora un bambino da servire. "Capii che se davo via anche questo non me ne rimaneva più alcuno." Louisa ricordava. "Quale regina della festa sentivo che dovevo averlo, e lo tenevo stretto a me, finché mia madre disse: 'E' sempre meglio dare via piuttosto che tenere per sé le cose belle.' La bimba di tre anni esitò. "So che la mia piccola Louie non lascerà che il piccolo amico se ne vada senza" Abigail disse con sollecitudine, mentre si inchinava per baciarla". Il piccolo amico ricevette il suo morbido dolcetto "Louisa disse," e io un bacio e la mia prima lezione sulla dolcezza che dà la rinuncia di sé, una lezione che la mia cara madre splendidamente continuò a mostrare per tutta la sua lunga e nobile vita."4 

Ben presto Anna e Louisa, non appena superarono i 10 anni di età, vennero educate ad aiutare la madre nelle faccende di casa e a tenere un diario in cui annotare le difficoltà in cui incorrevano ... era questo un metodo educativo di sicuro effetto per rendere i disagi della loro vita meno gravosi, per comprendere appieno la priorità dei buoni sentimenti sulla futilità delle cose materiali ( perciò Marmee istituì il Post Office: mise sullo scalino della porta di casa un cesto in cui ciascuna delle sue piccole avrebbe dovuto scrivere alle altre in una lettera se c'era qualcosa che non andava; il cesto veniva posto sul tavolo dopo cena ed aperte le lettere in modo che tutto venisse chiarito senza alcuna discussione ) ed impararono inoltre a cucire;

"I lavori con l'ago", Louisa ricordava, "cominciarono presto", spesso accompagnati dalla letteratura. "Ogni giorno cucivamo mentre nostra madre leggeva per noi, [Walter] Scott, [Maria] Edgeworth, Harriet [Martineau], [Frederika] Bremer, o qualsiasi buona storia trovava, anche libri sulla salute, sulla storia e biografie." "Questa formazione" ci ha reso indipendenti, non mi vergogno del lavoro e neppure di quello che ha a che fare con le arti domestiche, senza il quale tutte le donne sono molto incapaci. Ed i libri così letti vengono ricordati con particolare interesse. 5 

Abigail era costretta a contare spesso sugli aiuti economici di amici e parenti, principalmente di casa May, i quali spesso ospitavano per qualche periodo Anna e Louisa, perchè l'idealismo non pagava e non saziava dalla fame neppure allora e solo in età matura Bronson, si legge nelle pagine del suo diario, si sarebbe consapevolizzato dei sacrifici che aveva chiesto alla sua famiglia e ne avrebbe provato profonda umiliazione ... sta di fatto che ogni volta che faceva ritorno a casa per qualche giorno, per Abigail si preparava una nuova gravidanza.

La sensibilità e la ricettività dell'animo delicato di Louisa la portarono a vivere con ansia ogni più piccola preoccupazione ed angoscia di Marmee, a fare il possibile per alleviarle e a seguire ogni suo consiglio capace di fare di lei una figlia ideale che la rendesse orgogliosa e fosse in grado almeno di darle parte di quella gioia di cui il suo matrimonio sempre più difettava; 

Abigail, consapevole della velocità di apprendimento e dei pensieri profondi di cui era dotata Louisa, insieme con la brevità della sua istruzione formale, incoraggiò la figlia a scrivere. [...] "Scrivi un po' ogni giorno, cara, anche solo una riga, per mostrarmi quanto coraggiosamente cominci la battaglia, quanto pazientemente attendi i frutti, sicura di giungere ad una vittoria vinta con nobiltà." 6 

"FIGLIA CARA ... come promesso eccoti l'astuccio, perché ho notato che sei appassionata nello scrivere, e voglio incoraggiarne l'abitudine. Continua a provare cara, e ogni giorno sarà più semplice da farsi e lo sarà farlo bene. " ( N.d.A. 29 Novembre 1842 ) 

E sarà proprio la scrittura l'arma preziosa grazie alla quale Louisa fornirà del pane quotidiano la sua famiglia, composta con lei ormai di cinque persone, Marmeee, la sorella maggiore Anna, Nan e le minori Elizabeth ed Abby May ... ah, dimenticavo la fedelissima domestica Anna.

Dopo un esperimento di tipo 'naturalistico' che lo vide creare una comunità 'chiusa' sullo stampo rousseauiano i cui membri dovevano in tutto essere autosufficienti, esperimento che ovviamente fu motivo di ulteriori rammarichi, delusioni ed infelicità per la famiglia Alcott poiché ovviamente fallì ( si trattava di un progetto utopistico che non poteva adeguarsi ai modi di vita già socialmente evoluti del XIX secolo ) sempre maggiore fu il distacco delle fanciulle dal padre che lo vivevano quale motivo di disagi e di turbamenti per la povera Marmee che sempre si adeguava ai voleri del marito senza opporre resistenza alcuna.



Costoro si trasferirono quindi un alcune stanze in affitto concesse per 5$ il mese con uso cucina da una famiglia vicina, Abba ( così era chiamata dalla sua famiglia di origine ) cuciva per i vicini e le fanciulle più grandi si occupavano della casa, ma esaurito il denaro ancora una volta donato loro dallo zio Samuel-Joseph dovettero pensare a nuovi trasferimenti e fu così che, ereditata una parte del denaro destinato ad Abigail dal padre, acquistarono una costruzione indipendente con del terreno vicino Concord, Hillside



sul retro della quale Louie diede vita ad una 'boarding school', una scuola a convitto: aveva allora poco più di tredici anni e cominciò qui a scrivere The Inheritance, il suo primo romanzo che concluse all'età di diciotto anni, quando il suo legame con la madre era divenuto sempre più simbiotico e di reciproca dipendenza.


Come Marmee Louisa amava gettarsi nei libri piuttosto che cercare la compagnia di altre ragazze da cui si avvertiva così diversa .. ella cresceva con la sua folta, lunga chioma scura che lasciava libera, aveva come idolo Charlotte Brontee ed il suo anticonformismo, amava la vita all'aria aperta, correre, saltare staccionate ... i suoi parenti la definivano un HALF-EDUCATED TOM-BOY ( ragazzaccio educato per metà !)



Una giovanissima Louisa



Ma anche questa sistemazione fu temporanea, dopo tre anni dovettero vendere l'edificio, piuttosto cadente, che necessitava di opere di recupero conservativo ( l'acquistò Nathaniel Hawthorne !) e Luisa cominciò con il vendere i propri 'lavori' per ricavare quel poco denaro che poteva servire per 'sbarcare il lunario' ( Keep the wolf from the door): il primo fu una poesia dal titolo Sunlight, publicata sul Peterson's Magazine nell'autunno del 1851 sotto lo pseudonimo di Flora Fairfield, poi fu la volta di un racconto, The Rival Painters. A tale of Rome, la cui vendita le fruttò 5 $, pubblicato l'8 maggio del 1852, questa volta da Louisa May Alcott, la quale, sempre durante il medesimo anno, si adoperò per scrivere e pubblicare le proprie storie, cominciando con il guadagnare molto danaro, talvolta 50 dollari per racconto, poiché vendeva ad editori più famosi e perciò più facoltosi; l'editore Gorge Briggs pagò più di 30 $ (circa 700 odierni) per un volume di fiabe e poesie per bambini che avrebbe dovuto apparire sul mercato per quel Natale, dal titolo Flowers Fable.


La vigilia di Natale nel 1854, prima di far scivolare il suo primo libro pubblicato nella calza della madre, Louisa scrisse sul frontespizio, "Nella tua calza di Natale ho posto il mio 'primogenito'.".


A ventidue anni, l'età giusta per il matrimonio e per avere figli, Luisa chiese ad Abigail di accettare la sua raccolta di fiabe, Flower Fables, "con tutti i suoi difetti",  perché "le nonne sono sempre gentili".
Per "il mio primo 'mecenate', critico delicato, [e] più caro lettore," Louisa continuò "Qualunque sia la bellezza o la poesia che si trova nel mio piccolo libro è dovuta al vostro interesse e all'incoraggiamento per tutto il mio impegno dall'inizio alla fine, e se mai farò qualcosa di cui essere orgogliosa, la mia più grande felicità sarà che io possa ringraziarvi per questo, come faccio per tutto il bene che c'è in me, e sarò lieta di scrivere, se ciò vi dà piacere.8 

Louisa insegnava, faceva la domestica e scriveva senza tregua, ma si stavano preparando anni duri per lei, avrebbe perso per sempre la sua Lizzie il cui debole cuore, provato da una febbre reumatica lasciata come strascico dalla scarlattina contratta due anni prima, smise di battere il 14 marzo del 1858 ed Anna, 'Nan', quello stesso anno avrebbe conosciuto John Pratt, l'uomo che sarebbe divenuto due anni dopo suo marito e che l'avrebbe definitivamente portata via dalla famiglia Alcott ( Louisa detestava il matrimonio e lo vedeva come ulteriore motivo di disgregazione della sua famiglia originaria, ancor più se non si trattava di un matrimonio d'amore ), ma a rendere tutto meno amaro l'acquisto sempre nel 1858 di Orchard House, la definitiva residenza degli Alcott, ( pensate che in 40 anni di matrimonio avevano cambiato dimora per più di trenta volte! ) le avrebbe concesso quel po' di serenità di cui tanto, da tempo, abbisognava.



Amy May seduta di fronte ad Orchard House



Poi, per quattro lunghi anni, con il 12 aprile del 1861, i tersi cieli del continente americano si oscurarono, le verdi praterie e gli sconfinati pascoli che avevano accolto gli emigranti dal vecchio mondo promettendo loro una nuova vita divennero campi di battaglia e s'insanguinarono della Guerra di Secessione durante la quale Luisa si adoperò per prestare il proprio servizio quale infermiera volontaria per la UNION ARMY e le lettere che ella inviava a casa delle famiglie dei feriti furono pubblicate nel 1863 in Hospital Sketches, ma fu il 1864, finalmente, l'anno fatidico del suo primo romanzo, dal titolo Moods.

Louisa, emotivamente consapevole della contrastata ambizione della madre ( N.d.A.: quella di scrivere e pubblicare ella stessa un libro ), dedicò Moods ad Abigail. Per quel Natale, giusto un decennio dopo averle donato Flower Fables, diede ad Abigail una copia in anticipo del suo romanzo 'adulto' con una annotazione:


Louisa nel 1862



"Sono felice, molto felice questa sera, poiché i miei cinque anni di lavoro sono giunti a compimento, e se avrò successo o no sarò comunque più ricca e migliore per questo, perché il lavoro, l'amore, la delusione, la speranza e lo scopo che ha per me rappresentato sono un'esperienza utile che non dimenticherò. Ora se ci concede di fare qualche soldo e di aprirci così qualche strada in più sarò soddisfatta, e in qualche misura ripagata per la simpatia, l'aiuto e l'amore che hanno fatto tanto per me in questi anni così duri. Spero che il Successo mi addolcisca e faccia di me ciò che cui ambisco essere più che una grande scrittrice, - una buona figlia." 9

Erano trascorsi 35 anni da che scrisse e dedicò la poesia TO MOTHER con cui cominciai questo mio scritto ( Spero che presto, cara mamma / Tu ed io potremo essere / Nella stanza tranquilla della mia fantasia / che spesso ho preparato per te --- / La piacevole, camera assolata, / La poltroncina imbottita, / Il libro pronto per la vostra lettura, / il vaso colmo di bei fiori, / La scrivania accanto alla finestra / Dove il sole splende caldo e giusto: / E lì in pace e tranquillità / Il libro promesso scrivi: / Mentre mi siedo accanto a te, / Soddisfatta finalmente di vedere / Che puoi riposare, cara mamma, / E posso custodirti.) ... ed ora ella pensava: 

"Il sogno si è avverato, e durante gli ultimi dieci anni della sua vita Marmee sedette tranquilla, vedendo ogni suo desiderio gratificato, persino quello dello stare 'avvinte', visto che si è spenta tra le mie braccia.".10

Perdonatemi se mi sono dilungata molto, ma credetemi, non è stato semplice esporvi le cose più rilevanti e degne di nota occorse in più di vent'anni in un racconto; spero almeno di avere catturato la vostra attenzione ed il vostro interesse con un argomento quanto meno gradevole in una narrazione scorrevole ed accattivante.

E giunto, ahimè, il momento dei saluti, vi abbraccio, come sempre, ringraziandovi affettuosamente per le gratificazioni che, da questo mio Blog, grazie a voi, stanno arricchendo gioiosamente le mie giornate. 

A presto 













Bibliografia: 

Eve Laplante, Marmee & Louisa: The Untold Story of Louisa May Alcott and Her Mother,  Simon & Schuster, NY, 2013

E' questo un testo che quasi mi ha rattristato concludere, leggere le ultime righe e chiuderne la copertina è stato come chiudere un mondo che mi si era aperto, talmente coinvolgente ne è stata la lettura, coinvolgente al punto da sentirmi parte del narrato !
Ve lo consiglio con tutto il cuore, scritto da una bisnipote di Louisa May Alcott attingendo ad autentiche fonti storiche private è un testo che vi porta a vivere in casa Alcott, credetemi !



Citazioni: 

1 - Eve Laplante, Marmee & Louisa: The Untold Story of Louisa May Alcott and Her Mother,  Simon & Schuster, NY, 2013, pag. 110;

2 - Ibidem., pag. 111;

3 - Ibid., pag. 263;

4 - Ibid., pag. 79;

5 - Ibid., pag. 85;

6 - Ibid., pag. 97;

7 - Ibid., pag. 107;

8 - Ibid., pag. 174;

9 - Ibid., pag. 215;

10 - Ibid., pag. 259.











"DEAR LOUIE ... In my imagination I thought you might be such an industrious good daughter and that I might be a sick but loving mother, looking for my daughter's labors for my daily bread, take care of it for my sake and your own, because you and I have always liked to be grouped together."

March 12, 1843 -






- picture 1




TO MOTHER

I hope that soon, dear mother
You and I may be
In the quiet room my fancy
Has so often made for thee ---

The pleasant, sunny chamber,
The cushioned easy-chair,
The book laid for your reading,
the vase of flower fair,

The desk beside the window
Where the sun shines warm and right:
And there in peace and quiet
The promised book you write:

While I seat close beside you,
Content at last to see
That you can rest, dear mother,
And I can cherish thee. 2 





Louisa May was born in a family that today we might call 'open minded', being, at the eve of the Civil War, his father Bronson proponent of an innovative, if not almost revolutionary way of teaching, the Socratic one, who experimented in family even before that in their schools, and exponent of the philosophical movement of Transcendentalism and her mother, Abigail, also a teacher, but mother full-time since in  .... was born her first daughter, Anna, a year and a half approximately older than Louisa, both active abolitionists and partakers, together with the brother of Abigail, the Rev.Samuel Joseph, often present at meetings against slavery: America was in turmoil, and many, truly many people, felt no longer to tolerate the mistreatment of slaves and indeed, they sometimes also held meeting in private and in secret at their home, holding the Declaration of Independence adopted on July 4th, 1776 by George Washington which, especially in the first part, relating to human rights, making its references to illuministic and giusnaturalistic principles that circulated in France and in England, come to legitimize the revolution.




- picture 2 - A philosopher is "a man up in a balloon" Louisa once said, "with his family and friends holding the ropes, trying to haul him down." 3




In this time and in this climate was born and raised Louisa May Alcott, whose extraordinary and precocious intellectual vitality was cause for anxiety for both her parents; she had not yet turned three when, slipping into a pond, unable to swim, almost lost her life, when a child of color who saw what happened rescued her: Abigail, in fact, claimed that her daughter Louisa, so much like her for temperament and attitudes, had become an abolitionist since then !

Very much I would have to write the Alcott family which I have already dealt with in a post that I consider merely introductory, and I think to do it in several stages, in the hope you would please, but in particular I want here today to talk about 'Marmee and Louisa', about them and the special bond that linked them, certainly encouraged by the long absence of Bronson who, pursuing his idealistic dreams and his thirst for knowledge, often undertook study tours leaving Abigail in economic difficulties taking care of their little creatures and thinking about how and with what money to feed them, to warm them, to dress them up.




- picture 3 on the left - Louisa turned three on November 29. At ten that morning Abigail brought the birthday girl to her father's school. His students crowned him and Louisa with laurels, in celebration of their shared birthday. [...] When it was time for treats, Abigail asked louisa to hand out little frosted fruitcakes she had made. Louisa gave each child a cake until only one remained on the plate.There was still one pupil to serve beside herself. "I saw that if I gave away the last one, I should have none." Louisa recalled. "As I was queen of the revel, I felt that I ought to have it, and held on to it tightly, till my mother said, 'It is always better to give away than to keep the nice things.' The three-year-old hesitated. "I know my Louie will not the little friend go without,"Abigail prompted, reaching down to kiss her. "The little friend received the plummy cake," Louisa said, "and I a kiss and my first lesson in the sweetness of self-denial, a lesson that my dear mother beautifully illustrated all her long and noble life."


Soon Anna and Louisa, just at the age of 10, were educated to help her mother with the houseworks and to keep a journal in which to write down the problems they incurred ... actually this is a highly effective method of education to make the hardships of their lives less painful and to fully understand the priority of good feelings over the futility of material things ( Marmee established the Post Office: she put on the doorstep of the house a basket in which each of her little girls would have to write each others a letter if there was something wrong; the basket was placed on the table after dinner and then the letters were opened so that everything was cleared without any discussion ) and also learned to sew;

"Needlework," Louisa remembered, "began early," often accompanied by literature. "every day we sewed while mother read to us, [ Sir Walter ] Scott, [ Maria ] Edgeworth, Harriet [ Martineau ], [ Frederika ] Bremer, or any good story she found, also books on health, history & biography." "This training" made us independent, not ashamed of work & accomplished in the domestic arts without which every women are very helpless. The books so read are remembered with peculiar interest. 5 

Abigail was often forced to rely on financial support from friends and relatives, mainly from the Mays, which often housed for some time Anna and Louisa, because idealism didn't pay and didn't stop hunger even then and only in mature age Bronson, we read in the pages of his diary, would realized the sacrifices he had asked his family for and he would feel profound humiliation of it ... the thing is that every time he was back home for a few days, for Abigail was preparing a new pregnancy.

The sensitivity and receptivity of Louisa's delicate soul Louisa took her to live with anxiety every little concern and anguish of Marmee, to do everything possible to alleviate them and to follow every advise that could make her a perfect daughter that made her mother proud and to be able, at least, to give her some of that joy that her marriage increasingly lacked of;


- picture 4 on the right - Abigail, conscious of Louisa's quick mind and deep thoughts and the brevity of her formal education, encouraged her daughter to write. [...] "Do write a little each day, dear, if but a line, to show me how bravely you begin the battle, how patiently you wait for the rewards, sure to come when the victory is nobly won." 6 

"DEAR DAUGHTER ... I give you the pencil-case I promised, for I have observed that you are fond of writing, and wish to encourage the habit. Go on trying, dear, and each day it will be easier to be and do good." ( Author's note: November 29th, 1842 ) 

And it will be just 'the writing art' the precious weapon with which Louisa will provide daily bread to her family, with her now composed of five people, Marmeee, her  older sister Anna, 'Nan' and the little sisters Elizabeth and Abby May ... ah, I forgot the faithful Anna.

After an experiment of a 'naturalistic kind' that saw him create a community 'closed' in the model of Rousseau whose members had to be self-sufficient in everything, which of course was reason for feeling further regrets, disappointments and unhappiness for the Alcott family because obviously it failed (it was an utopian project that couldn't beadapted to the have evolved socially nineteenth century's ways of life) and as a result the girls saw  increasing their detachment from their father because it caused hardships and troubles for the poor Marmee that always conformed to the wishes of her husband without putting up any resistance.




- picture 5




They then moved in a few rooms rented for $ 5 a month with the use of the kitchen by a neighboring family, Abba (as Abigail was known by her family of origin) was sewing for the neighbors and the girls took care of the larger home, but when the money that once more uncle Sam- Joseph gave them finished,  they were obliged to think of new transfers and that was how, inherited some of the money intended for Abigail by her father, they bought an independent building with some land near Concord, Hillside,




- picture 6




on the back of which Louie gave birth to a 'boarding school': she had at the time little more than thirteen years and in the meanwhile began to write The Inheritance, her first novel, which will be concluded at the age of eighteen, when her bond with her mother will havead become increasingly symbiotic and of mutual dependence.




- picture 7 - Marmee reading in the study




As Marmee Louisa loved to throw herself in the books rather than seek the company of other girls that she felt so different from her . .. she grew up with her thick, long dark hair that left free, had an idol in Charlotte Brontee and her unconventionality, loved outdoors life, running, jumping fences ... her relatives called her an HALF-EDUCATED TOM-BOY !




- picture 8 - Luisa as a young girl




But even this arrangement was temporary, after three years they had to sell the building, rather dilapidated, which required to be restored (Nathaniel Hawthorne bought it!) and Luisa began by selling their 'works' to get what little money that could be used to 'Keep the wolf from the door': the first was a poem titled Sunlight, published on Peterson's Magazine in the fall of 1851 under the pseudonym of Flora Fairfield, then it was the turn of a story, The Rival Painters. A tale of Rome, whose sale earned her $ 5, published on May 8th, 1852, written this time by Louisa May Alcott, who, always during the same year, took steps to write and publish her own stories, beginning with the earn much money, sometimes $ 50 per story, since sold to publishers more popular and therefore more wealthy; the publisher George Briggs paid more than $ 30 (around 700 today) for a volume of fairy tales and poems for children which should have appeared on the market for that Christmas, titled Flowers Fable.


On Christmas Eve in 1854, before slipping her first published book into her mother's stocking, Louisa wrote on the title page, "Into your Christmas stocking I have put my 'firstborn'.". 




- picture 9




At age twenty-two, old enough for marriage and babies, Luisa asked Abigail to accept her compilation of fairy tales, Flower Fables, "with all its faults" because "grandmothers are always kind".
To "my earliest patron, gentlest critic, [ and ] dearest reader," Louisa continued " Whatever beauty or poetry is to be found in my little book is owing to your interest and encouragement of all my effort from the first to the last, and if ever I do anything to be proud of, my greatest happiness will be that I can thank you for that, as I may do for all the good there is in me, and I shall be content to write it if gives you pleasure. 8 

Louisa taught, did houseworks and wrote incessantly, but they were preparing hard years for her, she would have lost her beloved Lizzie whose weak heart, tested by rheumatic fever  left from scarlet fever contracted two years earlier, stopped beating on March 14th, 1858, and Anna, 'Nan', the same year met John Pratt, the man who would become her husband, and two years later would have taken her away from the Alcott family (Louisa hated marriage and saw it as a further and useless reason for the disintegration of the family of origin, even more if it wasn' driven by love), but to make things less bitter it came the purchase in 1858 of Orchard House, the final Alcotts' residence, (you have to know that in 40 years of marriage they had changed their residence for more than 30 times!) which would have given her that little bit of serenity that so much, for so long, she needed.




- picture 10 - Amy May sat in front of Orchard House




Then, for four long years, with April 12th,1861, the cloudless skies of the Americas became dark, the green meadows and the endless pastures that had welcomed the immigrants from the old world promising them a new life became bloodied battlefields bloodied because of the Civil War during which Luisa worked to render her services as a volunteer nurse for the UNION ARMY and the letters that she sent home to the families of the wounded were published in 1863 in Hospital Sketches, but it was 1864, finally, the fateful year of her first novel, titled Moods.


Louisa, poignantly aware of her mother thwarted ambition (Author's note: that of writing and publishing a book she herself ), dedicated Moods to Abigail. For Christmas that year, a full decade after making a gift of  Flower Fables, she gave Abigail an early copy of her adult novel inscribed with a note:




- picture 11 - Louisa in 1862




"I'm happy, very happy tonight, for my five years work is done, and whether it succeed or not I shall be the richer and better for it because the labour, love, disappointment, hope and purpose that have gone into it are a useful experience that I shall not forget. Now it it makes a little money and opens the way for more I shall be satisfied, and you in some measure repaid for the sympathy, help and love that have done so much for me in these hard years. I hope Success will sweeten me and make me what I long to become more than a great writer - a good daughter. 9

Thirty-five years before she wrote and dedicated to Abigail the poem TO MOTHER with which I began my writing ... and now she thought:

"The dream came true, and for the last ten years of her life Marmee sat in peace, with every wish granted, even to the 'grouping togeteher' , for she died in my arms.".10

Forgive me if I have talk at lenght quite a lot, but believe me, it was not easy to expose things more relevant and worthy of note occurred in more than two decades; I hope at least to have caught your attention and your interest with an enjoyable topic written in a smooth and appealing narrative.

And it has come, alas, the time to say goodbye, I embrace you, as usual, and I thank you warmly for the gratification that, by this blog of mine, thanks to you, is getting richly joyful my days.

See you soon 














Bibliography: 


Eve Laplante, Marmee & Louisa: The Untold Story of Louisa May Alcott and Her Mother,  Simon & Schuster, NY, 2013

This is a text that almost saddened me to finish reading, reading its last lines and close its cover was as close a world that like a window was opened to me, such engaging it was reading it, engaging to the point of feeling part of the narration!
I recommend it wholeheartedly, written by a great-grandson of Louisa May Alcott, by drawing on authentic historical private sources, it's a text that takes you to live in the Alcott's family, believe me !


Quotations: 

1 - Eve Laplante, Marmee & Louisa: The Untold Story of Louisa May Alcott and Her Mother,  Simon & Schuster, NY, 2013, page 110;

2 - Ibidem., page 111;

3 - Ibid., page 263;

4 - Ibid., page 79;

5 - Ibid., page 85;

6 - Ibid., page 97;

7 - Ibid., page 107;

8 - Ibid., page 174;

9 - Ibid., page 215;

10 - Ibid., page 259.







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