martedì 25 febbraio 2014

Le acconciature vittoriane: l'importanza dei capelli femminili nell'immaginario collettivo.



La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola di uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli ed onde e boccoli biondo cenere e oro.


Francis Scott Fitzgerald (1896 - 1940), da "Tenera è la notte"




Queen Victoria by Mrs Edwin Dalton (Magdalena Ross), dopo Sir William Charles Ross, litografia, 1843




Perfettamente incarnato dall'aspetto virginale ed angelicato della figura della Regina Victoria, l'ideale femminile ottocentesco, abbandonata l'artificiosità del secolo XVIII, recuperava candore e purezza, espresso negli abiti, ampi, a pieghe, rigati, quasi fanciulleschi e dalle acconciature che, superata la tinta platino dell'epoca di Maria Antonietta, l'esasperata cotonatura e la finitura in cipria, riscopriva, già a partire dal periodo Regency, la naturalità del colore e della forma, trovando soprattutto nel capello chiaro, lungo e morbidamente arricciato la più palese e calzante espressione dell'ingenuità che ogni uomo nella propria donna cercava.

Nel periodo vittoriano i capelli lunghi erano sinonimo di virtù, di grazia, di eleganza, erano marchio di femminilità, possedevano un significato tale da fare persino aumentare il valore della dote...

C'era tra di loro, una signora vestita di nero, che era appoggiata nel vano di una finestra, e aveva una luce splendente sui capelli dorati ... "~ Dickens







Tale valore era attinto dalla tradizione letteraria, in cui donne con lunghi capelli, simbolo prezioso di forza e di sacralità, incantavano e proteggevano cavalieri dagli attacchi del Male,



John William Waterhouse, La Belle Dame sans Merci, 1893




dal retroterra favolistico che voleva la donna dalla lunga chioma color oro madre di tutte le fate ( Dickens e fratelli Grimm), dalla pittura e non a caso ritroviamo questo ideale espresso dai dipinti preraffaelliti che ritraevano l'archetipo della femminilità ottocentesca




Fotografia tardo ottocentesca che ritrae una donna in un atteggiamento d'ispirazione tipicamente preraffaellita.





Frank Cadogan Cowper, Vanity, 1907





John William Waterhouse, Mariana in the South, 1897ca.






Dante Gabriel Rossetti, Lady Lilith ( Body's Beauty, 1864), dettaglio


"And her enchanted hair was the first gold "(Dante Gabriel Rossetti dal Sonetto LXXVIII intitolato Body's Beauty che accompagna il dipinto omonimo)



Preziosi quali pregiati monili, elevati al rango di veri e propri tesori, se tagliati i capelli propri, di amici, di amanti, di cari scomparsi, venivano conservati in apposite ampolle di vetro decorato e spesso inviate a ricercati artigiani che le intessevano in autentici gioielli,  ...









... quella che i Vittoriani avevano per i capelli femminili ai nostri occhi somiglia quasi ad un'ossessione e pensate che alla grande esposizione di Parigi del 1855 fece notevole scalpore un ritratto della Regina Victoria a dimensioni naturali fatto interamente con capelli veri !

Era necessaria una cura particolare per delle folte e lunghe capigliature, proverbiali le ore che l'Imperatrice Elisabetta, Sissi, trascorreva davanti alla toilette per la cerimonia della spazzolatura dei propri capelli, a punto che talvolta riceveva visite, quelle meno formali, proprio durante quel 'rito', tanto questo si protraeva nel tempo









Franz Xaver Winterhalter (1805 - 1879), ritratti dell' Imperatrice Elisabetta d'Austria, 1864



e non era un caso che in America venissero chiamate "Niagara Long Hair", si trattava infatti di vere cascate di capelli che richiedevano non solo tempo ma anche grande abilità affinchè con essi venissero creati i piccoli capolavori con cui le Victorian Ladies si adornavano il capo prima di uscire in pubblico: sto parlando delle acconciature.

In uno dei numerosi manuali vittioriani di etichetta e di comportamento datato 1870 redatto da Samuel R.Wells si legge: 

Il Lardner's "Young Ladies' Manual" contiene i seguenti suggerimenti per il gentil sesso: i signori possono adeguarsi seguendo il consiglio che più fa al caso loro.


"Dopo alcuni esperimenti, una signora può facilmente decidere in quale modo acconciare i capelli, e quale pettinatura è in grado di rendere il suo viso più attraente.

" I boccoli che scendono lasciando scoperta la fronte donano praticamente a chiunque. D'altro canto sta prendendo campo la moda di lasciare scendere morbidamente i capelli e raccoglierli indietro su entrambi i lati, modo che esibisce vanità invece che semplicità: il viso, si deve fare qualsiasi cosa per esso, non è chiedere troppo, badando soprattutto ai capelli che per eccellenza ne costituiscono il naturale ornamento. I capelli rappresentano per una persona ciò che le foglie sono per il paesaggio.

"I capelli chiari esprimono al meglio la loro bellezza se arricciati. Per un viso rotondo, i riccioli dovrebbero essere corti, i boccoli dovrebbero essere a metà lunghezza, partendo appena sotto le orecchie. Per un viso ovale sono adatti invece i boccoli lunghi e spessi, ma se il viso è sottile e affilato, i boccoli devono essere leggeri e non troppo lunghi e neppure troppo numerosi.






"Quando i capelli scuri sono arricciati, i boccoli non devono mai cadere in masse pesanti sulle spalle. Le trecce fatte con capelli scuri sono molto belle da vedersi e stanno prendendo campo anche presso persone dai capelli chiari. Una modalità semplice e graziosa di organizzare la capigliatura è quella di dividerla in due grandi ciocche, di piegarle dietro le orecchie lasciandole così scendere in due boccoli ai lati.


" Un altro bel modo di adornare i capelli, ed anche molto appropriato quando il tempo umido, è di annodare i boccoli con piccole forcine su entrambi i lati del viso e dietro le orecchie, e passare una piccola ciocca di capelli intrecciati su di essi.

" Le persone col capo piuttosto stretto e lungo possono portare i capelli annodati  nella parte posteriore del collo, molto in basso. Se la testa è lunga, ma non molto stretta, i capelli dietro si possono raccogliere da un lato, intrecciati in una treccia spessa, e avvolta intorno alla testa. Quando la testa è rotonda, la chioma deve essere organizzata in una treccia al centro della parte posteriore della testa. Se la treccia viene fatta quasi in modo da assomigliare ad un cesto, e alcuni riccioli scendono dal suo interno, noterete come la forma della testa risulta molto migliorata. " 1

Onde, boccoli, trecce, chignons a spirale, trattenuti da invisibili retine ( che servivano da 'appoggio' per deliziosi copricapo, elemento fondamentale dell'abbigliamento di ogni rispettabile signora ), spesso decorati con nastri, passamanerie, pettinini, cui si aggiunsero piume e fermagli verso il finire del secolo (quando apparve in pubblico il dipinto dell'Impertarice d'Asburgo con i fiori diamantati nei capelli anche questi divennero immediatamente un dettaglio che dettò tendenza) 




 Franz Xaver Winterhalter, Empress Elisabeth of Austria in Courtly Gala Dress with Diamond Stars, 1865, dettaglio


i capelli in pubblico andavano sempre raccolti ed ondulati, così richiedeva la rigida etichetta per le Ladies maritate mentre erano solo le più giovani a potersi permettere di portare i capelli non acconciati, magari legati in lunghe trecce oppure sciolti adornati da delicate coroncine, 









eccezion fatta per le donne che lavoravano a servizio le quali, per motivi di pulizia e di praticità, erano obbligate a tenere i capelli raccolti già da ragazze e per le donne non maritate già 'mature', poichè una volta raggiunti i 27 anni d'età e perciò considerate a tutti gli effetti zitelle, potevano presentarsi in pubblico con i capelli acconciati e raccolti. 

Per ondulare i capelli venivano usati i predecessori degli odierni bigodini ovvero piccole strisce di tela di cotone lunghe almeno cinque centimetri inumidite su cui si 
avvolgevano le ciocche di capelli che venivano quindi annodate: così adornate le fanciulle andavano a dormire per svegliarsi l'indomani mattina con una piega molto naturale; negli anni '70 l'invenzione del ferro arricciacapelli consentirà un'ondulatura più veloce e duratura .. 






Sir William Charles Ross (1794 - 1860), Jane Digby



e chi non poteva permettersi questa novità osava usare le pinze calde, ma bisognava essere davvero molto abili quando si trattava di usare ferri riscaldati e metterli a contatto con la fibra dei capelli, poichè non si poteva in alcun modo sapere se e quanto il ferro si fosse surriscaldato ... solamente il risultato lo avrebbe detto chiaramente:

Meg voleva avere il viso incorniciato da qualche ricciolo, e Jo si era offerta di provvedere applicando delle pinze calde alle ciocche avvolte nella carta.
Appollaiata sul letto, Beth chiese:
- E' normale che fumino così?
- E' l'umidità che sta evaporando - rispose Jo, sicura.
- Che strano odore! Assomiglia alla puzza di piume bruciate - osservò Amy, lisciandosi i suoi bei riccioli con aria di superiorità.
- Ecco qui: adesso togliamo la carta e vedrai una nuvola di boccoletti - annunciò Jo mettendo giù le pinze.
Tolta la carta, però, non apparve nessuna nuvola di boccoli, poichè i capelli vennero via insieme ai foglietti, e la parrucchiera, annientata dall'orrore, appoggiò una fila di mucchietti bruciacchiati sul cassettone davanti alla sua vittima. 2


Chissà a quante giovani donne sarà al tempo accaduto qualcosa del genere, voi che ne pensate ?!

Con questo finale un po' umoristico, ma credo molto verosimile, mi congedo anche quest'oggi da voi e, con la speranza di aver trattato ancora una volta un argomento che possiate giudicare interessante e curioso, affettuosamente vi abbraccio miei cari amici lettori augurandovi le cose più belle.


A presto 







Fonti bibliografiche:

Louisa May Alcott, Piccole donne, Mursia editore S.p.A., Torino, 1979

Samuel R.Wells, How to Behave: A Pocket Manual of Etiquette and Correct Personal Habits, 1870 http://www.gutenberg.org/files/26597/26597-h/26597-h.htm



Citazioni:

1 - Samuel R.Wells, How to Behave: A Pocket Manual of Etiquette and Correct Personal Habits, 1870, pag. 39

2 - Louisa May Alcott, Piccole donne, Mursia editore S.p.A., Torino, 1979, pag.31











Victorian hairstyles: the importance of female hair in the collective imagination.



“Her fine high forehead sloped gently up to where her hair, bordering it like an armorial shield, burst into lovelocks and waves and curlicues of ash blonde and gold.

Francis Scott Fitzgerald (1896 - 1940), from "Tender is the Night"



- picture 1 - Queen Victoria by Mrs Edwin Dalton (Magdalena Ross), after Sir William Charles Ross, lithograph, 1843



Perfectly embodied by the Virginal - looking and the angelic figure of Queen Victoria, the XIXth century feminine ideal, abandoned the artificiality of the XVIIIth century, recovered innocence and purity, expressed in clothes, wide, pleated, striped, almost childlike and in the hairstyles, past the platinum colour and the exasperated combing with finishing powder of the Marie Antoinette's era, rediscovered already since the early Regency period, the natural colour and shape, finding especially in light hair, long and softly curled the most clear and apt expression of the naivety that every man in his own woman was looking for.

In the Victorian period long hair were synonymous of virtue, grace, elegance, were brand of femininity, owned a meaning to do even increase the value of the dowry:

There was one among them, the appearance of a lady dressed in black, who was leaning in the embrasure of a window, and she had a light shining upon her golden hair..." ~ Dickens



- picture 2


- picture 3



This imagine was drawn from the literary tradition, in which women with long hair, precious symbol of strength and sacredness, enchanted and protected knights from the attacks of Evil,



- picture 4 - John William Waterhouse, La Belle Dame sans Merci, 1893



from the fable background that wanted the golden long-haired woman to be mother of all the fairies (from the Grimm Brothers to Charles Dickens), from painting and not surprisingly we find this ideal expressed by the pre-Raphaelite paintings depicting the archetype of the XIXth century femininity.



- picture 5 - A late nineteenth century photograph depicting a woman in a typical pre-Raphaelite-inspired attitude.


- picture 6 - Frank Cadogan Cowper, Vanity, 1907


- picture 7 - John William Waterhouse, Mariana in the South, 1897ca.


- picture 8 - Dante Gabriel Rossetti, Lady Lilith Body's Beauty, 1864), detail 
And her enchanted hair was the first gold. ( from the Sonnet LXXVIII entitled Body's Beauty)



Valuables such as fine jewelry, elevated to the rank of real treasures, when cut, hair, of friends, lovers, of loved ones, of missing beloved were kept in special decorated glass jars and often sent to artisans who wove sought in authentic jewelry ...



- picture 9


- picture 10


... what the Victorians had for women's hair in our eyes looks almost as an obsession, and just think at the Great Exhibition in Paris of 1855 a portrait of Queen Victoria in natural size made entirely with real hair made a considerable stir


It was certainly required a particular care for thick and long hair, proverbial were and are the hours that the Empress Elisabeth, Sissi, spent in front of her toilet for the ceremony of brushing her hair, so much so that sometimes she received visits, the less formal, precisely during that 'rite', so much time it lasted 



- picture 11 and  picture 12 - Franz Xaver Winterhalter (1805 - 1879), portraits of the Empress Elisabeth of Austria, 1864



and it was not by chance that in America they were called "Niagara Long Hair", they were indeed real hair cascades and required not only time but also skills for being created those small works of art with which the Victorian Ladies adorned their head before going out in public: I'm talking about hairstyles.

In one of the several Victorian manuals of etiquette and behavior, dated 1870, written by Samuel R.Wells, we read:

Lardner's "Young Ladies' Manual" has the following hints to the gentler sex. Gentlemen can modify them to suit their case:



- picture 13  on the left - "After a few experiments, a lady may very easily decide what mode of dressing her hair, and what head-dress renders her face most attractive.

"Ringlets hanging about the forehead suit almost every one. On the other hand, the fashion of putting the hair smoothly, and drawing it back on either side, is becoming to few; it has a look of vanity instead of simplicity: the face must do every thing for it, which is asking too much, especially as hair, in its pure state, is the ornament intended for it by nature. Hair is to the human aspect what foliage is to the landscape.

"Light hair is generally most becoming when curled. For a round face, the curls should be made in short, half ringlets, reaching a little below the ears. For an oval face, long and thick ringlets are suitable; but if the face be thin and sharp, the ringlets should be light, and not too long, nor too many in number.



- picture 14


"When dark hair is curled, the ringlets should never fall in heavy masses upon the shoulders. Open braids are very beautiful when made of dark hair; they are also becoming to light-haired persons. A simple and graceful mode of arranging the hair is to fold the front locks behind the ears, permitting the ends to fall in a couple of ringlets on either side behind.



- picture 15 on the left - "Another beautiful mode of dressing the hair, and one very appropriate in damp weather, when it will keep in curl, is to loop up the ringlets with small hair-pins on either side of the face and behind the ears, and pass a light band of braided hair over them.

"Persons with very long, narrow heads may wear the hair knotted very low at the back of the neck. If the head be long, but not very narrow, the back hair may be drawn to one side, braided in a thick braid, and wound around the head. When the head is round, the hair should be formed in a braid in the middle of the back of the head. If the braid be made to resemble a basket, and a few curls permitted to fall from within it, the shape of the head is much improved." 1


Waves, curls, braids, chignons, which served as a 'support' for delicious hats that were a key element of clothing, often decorated with ribbons, trimmings, combs, feathers and clips which were added towards the end of the century (when it became popular the painting portraying the Empress of Habsburg with diamonds flowers in her hair, then even this detail immediately became fashionable.),



- picture 16 - Franz Xaver Winterhalter, Empress Elisabeth of Austria in Courtly Gala Dress with Diamond Stars, 1865, detail



hair in public was always collected and wavy, so the etiquette required for the married Ladies while the youngest could afford to wear their hair not styled, perhaps tied into long braids or loose adorned with delicate crowns, 



- picture 17


- picture 18



except for the women who worked as servant who, for reasons of cleanliness and practicality, were obliged to keep their hair collected already as girls and 'mature' women not yet married, as they reached 27 years of age and therefore were considered to all intents and purposes spinsters, they could go out in public their hair done and collected.

For waving hair they were used the predecessors of today's curlers, long strips of moistened cotton cloth long at least five centimeters on which they wrapped the strands of hair that were then knotted: so adorned Victorian girls went to sleep for waking up the very next morning with a very natural fold; in the 70s with the invention of the curling iron it was easier to obtain faster and long lasting curls ..



- picture 19 - Sir William Charles Ross (1794 - 1860), Jane Digby


and those who couldn't afford this new one dared to use the hot jaws, but they had to be very very skilled when using heated irons and put them in contact with the hair fiber, because it wasn't possible to know if the iron had overheated ... only the result said it clearly:

Meg wanted a few curls about her face, and Jo undertook to pinch the papered locks with a pair of hot tongs.

“Ought they to smoke like that?” asked Beth from her perch on the bed.

“It’s the dampness drying,” replied Jo.

“What a queer smell! It’s like burned feathers,” observed Amy, smoothing her own pretty curls with a superior air.

“There, now I’ll take off the papers and you’ll see a cloud of little ringlets,” said Jo, putting down the tongs.

She did take off the papers, but no cloud of ringlets appeared, for the hair came with the papers, and the horrified hairdresser laid a row of little scorched bundles on the bureau before her victim. 2


I wonder how many young women had happened, at the time, something like this, what do you think ?! 

With this ending, a bit funny but I think very likely, I'm leaving you today and with the hope of having dealt you once again with a topic that you can judge interesting and curious, affectionately I embrace you all, my dear readers, wishing you all the most beautiful things. 


See you soon 









Bibliographic sources:

Louisa May Alcott, Piccole donne, Mursia editore S.p.A., Torino, 1979

Samuel R.Wells, How to Behave: A Pocket Manual of Etiquette and Correct Personal Habits, 1870 


Quotations:

1 - Samuel R.Wells, How to Behave: A Pocket Manual of Etiquette and Correct Personal Habits, 1870, pg. 39

2 - Louisa May Alcott, Piccole donne, Mursia editore S.p.A., Torino, 1979, pg.31



giovedì 20 febbraio 2014

Snowdrops, beloved early signs of Spring.



Delicati come la neve che li ha custoditi e cullati fino a pochi 

giorni fa, i primi bucaneve salutano la fine dell'inverno

e preannunciano la venuta della nuova stagione, segnando 

la fine del torpore della natura pronta ormai per il risveglio 

primaverile 






Dante Gabriel Rossetti, Snowdrops (featuring Jane Morris), 1873




SOLITARIO Fiore, orlato di nevi di cui conservi il candore
Ma di gran lunga più resistente, ancora una volta ti vedo chinare
La fronte, come se temessi di offendere,
Come un ospite non invitato. Anche se giorno per giorno,
Le tempeste, andandosene dalle vette, tracciano la via 
Del sole che sorge, e sulle pianure scendono;
Ebbene tu sei il benvenuto, benvenuto come un amico
Il cui zelo supera altresì ciò che promette!


William Wordsworth, To a Snowdrop, 1888








Timidamente, con estrema umiltà e con aspetto dimesso, quasi riverente, accolti con letizia profonda da ogni cuore che attende i palpiti della primavera quali espressione della forza e della resistenza al gelo della vita, i bucaneve, appartenenti alla famiglia dei Galanthus ( dal greco gála che significa latte e ánthos che significa fiore ), sbocciano sul finire del mese di febbraio nei boschi e nei giardini del centro Europa, e quest'anno anche il giardino segreto di Tenuta Geremia ha visto per la prima volta schiudersi le corolle di questi candidi boccioli fatti salire fin qui l'anno scorso dal bosco che costeggia l'argine del fiume.  

Acclamati con toni romantici dai poeti inglesi nel loro significato di speranza e pazienza 




Cicely Mary Barker, Snowdrop's Fairy



nella terra di Gran Bretagna, dove sono celebrati quali festoso presagio di primavera, i bucaneve giungono a formare bianchissime coltri in zone in cui crescono spontanei o sono stati naturalizzati.








quasi come se ogni fiocco di neve disciolto, ricamando punto per punta una fitta trapunta, avesse lasciato il posto ad una corolla.









Numerosi sono i giardini che, tra Scozia, Irlanda ed Inghilterra, vengono appositamente aperti al pubblico nel mese di febbraio allo scopo di fare ammirare i primissimi fiori della stagione ai visitatori che attendono questo gioioso momento in cui al suggestivo fascino paesistico 















e alla solennità altisonante degli elementi architettonici














intrisa di particolari dalla ricercatezza tipicamente anglosassone











si aggiunge l'amenità delle prime romantiche e poetiche pennellate di colore tra gli alberi ancora spogli e dormienti ed il verde dell'erba o dell'edera che tappezza i prati sotto le imponenti, maestose conifere senza tempo.





Tenero Bucaneve, bianco e piccolissimo,
Vai a colei la cui bellezza giace
  Sul mio essere, come la luce 
 Tra le stelle a bordo dei cieli.





S'anche la luna non fosse in cielo,
   E tutto la notte buia fosse,
Tali gemme riescono persino a vincere
     L'impenetrabile velo fosco che copre terra e mare.

George Heath (1844 - 1869), da A Bunch of Snowdrops






Vi sto con queste foto rendendo partecipi del bellissimo gesto ricevuto da una cara amica, Cristina, la quale, alcuni giorni fa, si è concessa una vacanza tra gli incantati giardini d'Inghilterra per veder sbocciare i primi fiori dell'anno proprio là dove tanto sono trattati non solo con rispetto, persino con profonda devozione ...

E di Cristina in Christina, dall'infinita poesia delle fotografie della cara amica, a cui mi sento legata da profonda gratitudine, a quella espressa dalle soavi parole di Christina Rossetti (1830 - 1894) con cui desidero ringraziarla tanto caramente per l'immensa delicatezza che mi ha usato e per il suo buon cuore.


Chissà se la linfa è già in movimento,
Se gli uccelli invernali sognano di trovare una compagna,
Se i bucaneve intirizziti avvertono già il sole
E i crochi come fuochi si accendono ad uno ad uno:
Canta, pettirosso, canta;
Io ancora dubito con dolore dell'arrivo della Primavera.


Mi chiedo se l'ondata primaverile di quest'anno
Porterà un'altra Primavera tanto cara e perduta;
Se il cuore e lo spirito troveranno la loro Primavera,
Oppure, se il mondo solo sboccerà e canterà:
Canta, speranza, canta per me;
Note dolci, speranza mia, note delicate di ricordi.


La linfa sicuramente si appresterà prima o poi,
Anche l'uccello più tardivo canterà alla propria compagna;
Così la Primavera sorgerà di nuovo con il suo tepore e con le sue fioriture,
O in questo mondo, o nel mondo che verrà:
Canta, voce di Primavera,
Fino a che anch'io fiorirò, gioirò e canterò.

Christina Georgina Rossetti, The First Spring Day






... e chissà, chissà se Cristina, nelle sue passeggiate in questa natura ancora incorrotta, avrà scorto sbocciare proprio quei bucaneve, quegli stessi che osservava la poetessa inglese in pieno periodo vittoriano, quelle stesse corolle fatte di neve che le hanno ispirato versi così delicati ...


A presto amici miei cari 









Note: 

Le fotografie di Cristina sono state scattate presso: 

Anglesey Abbey Gardens and Lode Mill ( Cambridgeshire)
Ashwood Nurseries, Kingswinford (West Midlands)
Benington Lordship Gardens (Hertfordshire)
Beth Chatto Gardens (Essex)










As delicate as the snow snow that has preserved and

lulled them till a few days ago, the first snowdrops 

greet the end of Winter and herald the coming of the 

new season, scoring the end of the  torpor of the 

nature now ready for the vernal awakening.




- picture 1 - Dante Gabriel Rossetti, Snowdrops (featuring Jane Morris), 1873




LONE Flower, hemmed in with snows and white as they
But hardier far, once more I see thee bend
Thy forehead, as if fearful to offend,
Like an unbidden guest. Though day by day,
Storms, sallying from the mountain-tops, waylay
The rising sun, and on the plains descend;
Yet art thou welcome, welcome as a friend
Whose zeal outruns his promise!


William Wordsworth, To a Snowdrop, 1888




- picture 2



Tentatively, with great humility and with a resigned look, almost reverent, welcomed with profound joy to every heart that beats waiting for the Spring as an expression of the strength and of the resistance of the frost of life, snowdrops, belonging to the family of Galanthus (from the greek 'gala' meaning milk, and 'anthos' which means flower) blooming at the end of February in the woods and gardens of Central Europe, and this year also the secret garden of Tenuta Geremia sees for the first time unfold the petals of the first snow-white buds taken last year from the forest along the riverbank.

Acclaimed with romantic tones by English poets in their meaning of hope and patience



- picture 3 - Cicely Mary Barker, Snowdrop's Fairy




in the land of Britain, where they're celebrated as festive harbinger of Spring, snowdrops come to form pure white blankets in areas where they grow wild or have been naturalized.


- picture 4

- picture 5


almost as if each dissolved snowflake, sewing point by point a thick quilt, had given the way to a corolla.


- picture 6

- picture 7


There are many gardens, including Scotland, Ireland and England, that are specially opened to the public in February in order to let the visitors admire the very first flowers of the season, for those who await this joyful moment when to the suggestive charm of the landscape


- picture 8

- picture 9

- picture 10

- picture 11


and the pompous solemnity of the architectural elements


- picture 12

- picture 13

- picture 14


drenched in with details of the typical Anglo-Saxon refinement


- picture 15

- picture 16

- picture 17


is added to that of the first romantic and poetic strokes of color among the trees still bare and the green of the grass or the ivy that makes carpets over the meadows below the towering, majestic timeless conifers


- picture 18


Tender snowdrops, wee and white,
 Go to her whose beauty lies
On my being, like the light
 Of the stars on brows of skies.


- picture 19



When the moon hath not a streak,
      And the night all gloom would be,
But for those still gems that break
      Through the mirk on land and sea.

George Heath (1844 - 1869), from A Bunch of Snowdrops



- picture 20



I'm with you by sharing these photos in my hands as the beautiful gesture received from a dear friend, Cristina, who, a few days ago, has taken a holiday among the enchanted gardens of England to see the first flowers of the year blooming right there where so much are not only treated with respect, even with deep devotion ...

And from Cristina to Christina, from the infinite poetry of the photographs of a dear friend, who I feel tied by a deep gratitude to, to that expressed by the gentle words of Christina Rossetti (date) with which I'd like to thank her so so much for her good heart and for the immense delicacy that she has made me.


I wonder if the sap is stirring yet,
If wintry birds are dreaming of a mate,
If frozen snowdrops feel as yet the sun
And crocus fires are kindling one by one:
Sing, robin, sing;
I still am sore in doubt concerning Spring.


I wonder if the springtide of this year
Will bring another Spring both lost and dear;
If heart and spirit will find out their Spring,
Or if the world alone will bud and sing:
Sing, hope, to me;
Sweet notes, my hope, soft notes for memory.


The sap will surely quicken soon or late,
The tardiest bird will twitter to a mate;
So Spring must dawn again with warmth and bloom,
Or in this world, or in the world to come:
Sing, voice of Spring,
Till I too blossom and rejoice and sing.

Christina Georgina Rossetti, The First Spring Day





- picture 21



And I wonder, I wonder if Cristina had seen, during her walks in this still so incorrupted nature, just those snowdrops blooming, the same that watched the English poet in full Victorian period, those same blooms made ​​of snow that have inspired such delicate verses ...

See you soon my dear friends 







Notes: 

Cristina's photographs were shot at: 

Anglesey Abbey Gardens and Lode Mill ( Cambridgeshire)
Ashwood Nurseries, Kingswinford (West Midlands)
Benington Lordship Gardens (Hertfordshire)
Beth Chatto Gardens (Essex)